La Municipale sequestra tre gazebi al ‘Castello’
Nella giornata odierna la Polizia Municipale del Comune di Castellammare di Stabia, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta di questa Procura della Repubblica, ha proceduto al sequestro di tre gazebo, di tre strutture in ferro e di una tensostruttura metallica, insistenti presso il “Castello”, bene di interesse storico – culturale e sottoposto a vincolo paesaggistico ed ambientale.
Le indagini della Polizia Municipale, coordinate da questa Procura della Repubblica, hanno consentito di accertare la violazione del Testo Unico in materia edilizia ed urbanistica e del Testo Unico per la tutela dei beni paesaggistici e culturali.
In particolare, all’esito degli accertamenti investigativi espletati è emerso che, dal punto di vista edilizio ed urbanistico , le strutture sottoposte a sequestro risultano abusive, in quanto realizzate in assenza di titoli edilizi abilitativi nonché edificate su un’area soggetta a vincolo storico – culturale e paesaggistico – ambientale in assenza delle prescritte autorizzazioni.
Si è accertato, infatti, che tali opere, già oggetto di un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi emessa in data 13.10.2021 dal Comune di Castellammare di Stabia, sebbene, per le loro caratteristiche tipologiche e strutturali, presentino i caratteri di stabilità e di permanenza – in quanto stabilmente ancorate al suolo, corredate di impianti tecnologici e di binari di scorrimento e insistenti su un’area pavimentata in luogo del preesistente giardino, per un superficie complessiva di 450 mq.
– sono state realizzate, in parte, sulla scorta di un’autorizzazione stagionale avente ad oggetto opere provvisorie e smontabili e, in parte, in assenza di qualsiasi titolo abilitativo.
Invero, come ritenuto dal giudice, le strutture oggetto del decreto di sequestro preventivo non sono ammesse dallo strumento urbanistico, sono prive della autorizzazione paesaggistica e della autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Culturali e necessitavano del preventivo permesso di costruire, mai rilasciato, in quanto comportanti un mutamento della destinazione d’uso urbanisticamente rilevante, dal momento che la zona su cui insistono ha una destinazione di tipo agricolo (frutteto), mentre le stesse sono inquadrabili in opere turistico/ricettive.
Il sequestro preventivo si è reso necessario al fine di impedire la protrazione e l’aggravamento delle conseguenze dei reati accertati e di far cessare la negativa incidenza dell’uso delle strutture sull’equilibrio urbanistico e sull’ordinato assetto e sviluppo del territorio.














































