La condizione umana imprigionata in una vita abitudinaria e noiosa si trascina senza allarmi e senza sorprese fino alla fine adeguandosi alla situazione anche se questa peggiora di anno in anno. Il tran tran quotidiano prosciuga energie e seda emozioni in giorni, mesi e anni sempre uguali: senza allarmi e senza sorprese ci consegna al nostro destino. Mi viene in mente la rana dentro la pentola sopra il fuoco lento. L’acqua inizialmente è fredda, poi la temperatura pian piano aumenta e la rana si adegua a una situazione tiepida, anzi si crogiola, ma alla fine quando l’acqua è troppo calda ha reso deboli le sue forze, quindi non riesce a fare il salto per uscire e rimane… “bollita”. Per cambiare le cose ci vogliono allarmi e sorprese. Ma anche tanta corretta conoscenza.
È chiara la similitudine della situazione della rana nella pentola con la situazione dell’umanità in un’atmosfera che continua a surriscaldarsi. L’umanità utilizzando sempre più le fonti fossili sta facendo aumentare la temperatura globale del pianeta. L’energia abbondante e a basso costo dei carburanti le ha dato progresso, comodità e agiatezza. L’umanità si adegua, anzi si crogiola, in questo stato e non presta attenzione ai rapporti degli scienziati e nemmeno ai campanelli di allarme forti e chiari delle manifestazioni meteorologiche sempre più frequenti e più violente. Rischia di consegnarsi così a un triste destino? Con l’aumento della temperatura i ghiacciai si sciolgono, il livello del mare cresce, atolli e isole verranno sommersi, centinaia di milioni di persone saranno obbligate a migrare, le barriere coralline e interi ecosistemi spariranno, ecc. Di fronte a questa crisi climatica l’umanità si impegna con trattati e accordi internazionali. Nella COP26 (Conference Of Parties, Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) di Glasgow i capi di stato dei 196 Paesi che hanno partecipato hanno preso coscienza e si sono impegnati ancora una volta per frenare il dramma della crisi climatica e far fronte a questa emergenza. Nella COP26, per la ventiseiesima volta, si è preso atto che le emissioni di gas serra sono la causa del riscaldamento globale e conseguentemente sono la causa delle tragedie meteorologiche che stiamo vivendo in questi ultimi anni con una progressione in continuo aumento e quindi mai vista prima. Sono state prese decisioni importantissime come l’obiettivo di non superare entro fine secolo l’aumento di 1,5 gradi rispetto alla temperatura preindustriale. Altra decisione importante è quella di ridurre la concentrazione di anidride carbonica (CO2) e di arrivare a emissioni nette pari a zero entro la metà di questo secolo. Ma qui non c’è stata unanimità rispetto ai tempi. Alcuni paesi come Cina e India richiamano al realismo locale e dicono non è possibile entro il 2050, ma entro il 2060 o 2070 riusciremo a raggiungere questi obiettivi. Si è deciso anche di ridurre la deforestazione entro il 2030 e di proteggere e salvare gli ecosistemi. Ci sono state anche decisioni finanziarie: i Paesi ricchi devono devolvere risorse economiche per sostenere la decarbonizzazione e la crescita in tutti i Paesi più poveri. Ulteriore aspetto positivo è che ha partecipato tutto il mondo compresa l’America dopo l’intervallo di Trump. È auspicio comune che non sia, per la ventiseiesima volta, soltanto un bla, bla, bla.
Ing. Michele Zarrella














































