Solstizio d’estate di Michele Zarrella

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Oggi 21 giugno 2022 è il solstizio d’estate. Il giorno più lungo dell’anno un appuntamento con il Sole davvero antico. È il fenomeno astronomico più seguito dell’anno dall’intera umanità e da tempi lontanissimi. I due solstizi sono momenti importanti dell’anno perché scandiscono l’ingresso dell’estate e dell’inverno. Nel solstizio d’estate, il Sole, nel suo movimento apparente lungo l’eclittica, nell’emisfero boreale viene a trovarsi alla sua massima declinazione (altezza), cioè con un angolo pari a 23,5° rispetto all’eclittica: il piano dove orbita la Terra. Questo angolo varia in 40.000 anni circa da un valore minimo di 22,1° ad un massimo di 24,5°. Anche la direzione dell’asse terrestre si sposta lentamente descrivendo, in 26.000 anni circa, un cono con il vertice al centro della Terra.

Dopo il solstizio estivo le durate delle notti cominceranno ad aumentare e quelle dei giorni a diminuire. La Terra, incessantemente, alla velocità media di circa 30 km/s, continua a girare intorno al Sole e fra tre mesi, precisamente il 23 settembre alle ore 03:04, si avrà l’equinozio d’autunno, con durata della notte uguale a quella del giorno. Poi, per il continuo moto della Terra, il Sole continua ad abbassarsi verso i punti più meridionali fino al solstizio d’inverno che si avrà il 21 dicembre alle ore 23:48.

Anticamente il solstizio d’estate era occasione di grande festa e di raduni: esso segnava il tempo della raccolta e dell’abbondanza, e anche della luce e del calore, ma quest’anno acquistano un significato particolare a causa della guerra in Ucraina, e anche della siccità e delle ondate di calore sempre più frequenti, più lunghe, più violente e con picchi sempre più alti dovute ai cambiamenti climatici provocati dalla combustione delle fonti fossili.

La posizione del Sole rispetto alla sfera celeste delle stelle, strettamente associata alla inarrestabile rivoluzione della Terra, e la posizione dei pianeti rispetto alle costellazioni sono le seguenti: il Sole si trova tra le costellazioni del Toro e dei Gemelli, Mercurio e Venere nel Toro, Urano nell’Ariete, Marte e Giove nei Pesci; Nettuno nell’Aquario, Saturno nel Capricorno. La Luna è in fase calante e si trova nella costellazione dei Pesci vicino a Giove. Le coincidenze astrali nulla hanno a che vedere con i fatti della Terra, anche se l’idea che il nostro destino possa essere influenzato dagli astri ha affascinato la fantasia degli uomini sin dai tempi antichi. Allora gli astri erano considerati degli dèi che dal cielo sorvegliavano e regolavano le faccende terrestri. Oggi sappiamo che il Sole non è guidato dal carro infuocato di Apollo, e anche che i fulmini non sono le frecce della collera di Giove, ma scariche elettriche fra cariche elettrostatiche di segno opposto accumulatesi nelle nuvole e sulla terra. Ma soprattutto oggi sappiamo che siamo tutti responsabili di noi stessi e che il nostro futuro risiede in noi, nelle nostre azioni e non negli astri. E sappiamo anche che il cielo ha una estensione e una dimensione così grandi da non influire, né essere per niente toccato da qualsiasi evento terrestre.

*Presidente di Astronomia Moderna