Difesa Patrimonio Bufalino: “Nessuna guerra allo Stato, risponda chi rifiuta il confronto”

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Difesa Patrimonio Bufalino: “Nessuna guerra allo Stato, risponda chi rifiuta il confronto”

Il Coordinamento Difesa del Patrimonio Bufalino ha inviato una nota alla stampa a commento della lettera divulgata nei giorni scorsi, firmata da vari sindaci e indirizzata al Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Nella missiva si richiedeva un incontro per “ricondurre nell’alveo istituzionale quella che, sempre più, sta assumendo i connotati e il profilo di una vera e propria lotta sociale contro le Istituzioni dello Stato, nelle sue diverse articolazioni (…) si tratta, tra l’altro, di comporre un tavolo istituzionale permanente, in guisa da costituire una cerniera fra istituzioni e territorio….”.

A commento del contenuto della lettera, Gianni Fabbris, a nome del Coordinamento Unitario, osserva: “Non so a quale lotta sociale contro le Istituzioni dello Stato faccia riferimento lo scrivente, certamente non alla nostra mobilitazione che, al contrario pone proprio il tema di una corretta gestione delle istituzioni da parte della politica ed ha sempre chiesto un tavolo istituzionale.

Fin dal primo momento della sua iniziativa il Coordinamento Unitario ha chiesto con chiarezza l’applicazione delle norme e delle leggi nazionali ed europee ed, esercitando a pieno le prerogative costituzionali del diritto ad esercitare la rappresentanza e ad associarsi, ha avanzato proposte precise chiedendo alle istituzioni ed agli organi dello Stato e della Regione il confronto.

Alcune istituzioni dello Stato hanno risposto positivamente, tant’è vero che il Coordinamento ha incontrato Ministri, sottosegretari e istituzioni parlamentari. Anche alcune istituzioni Regionali hanno risposto positivamente dando prova di un esercizio della politica adeguato al compito istituzionale. Fra queste, la Presidenza del Consiglio Regionale, le Commissioni Regionali e, per una fase, lo stesso Assessore Regionale all’Agricoltura della Campania.

Altre istituzioni hanno inteso, finora, non accettare il confronto con gli Allevatori e i Loro sostenitori liberamente organizzati secondo il principio costituzionale. Fra questi la Presidenza della Regione Campania, l’Assessore con delega alla  Salute che, al momento, continua a non rispondere alle molte richieste di confronto”

Fabbris osserva ancora: “Nel giorno in cui il movimento scrive al Prefetto, rappresentante del Governo sul territorio e, dunque, un pezzo autorevole dello Stato, per chiedere un incontro finalizzato a ottenere quel tavolo con la Regione che finora è stato negato, appare evidente che da parte nostra non c’è alcuna guerra contro lo Stato. Semmai, c’è la richiesta allo Stato di far rispettare il funzionamento di parti importanti delle sue articolazioni : i cittadini campani e gli allevatori hanno il diritto di essere ascoltati dalle istituzioni e non chiedono piaceri col cappello in mano. Avanzano proposte e rivendicano diritti”

In conclusione: “La lettera, ad ogni modo, mette in evidenza che c’è un problema e che non è vero che sia tutto sotto controllo ma che, dunque, va aperto un tavolo di confronto vero e trasparente. Noi, per parte nostra, continuiamo a fare appello alla ragionevolezza. Appello che rivolgeremo al Prefetto, massimo rappresentante del Governo e delle sue istituzioni, ed al Consiglio Regionale appena avremo modo di porlo direttamente. Per intanto tutto quello che va nella direzione di sollecitare i luoghi di confronto e il dialogo sono utili, purché si dicano le cose con chiarezza e se si chiama alla responsabilità sia chiaro a chi ci si rivolge. Noi non abbiamo bisogno di darne prova oltre le tante che in otto mesi abbiamo messo in campo. Semplicemente perché il rispetto delle istituzioni è parte della nostra cultura, insieme all’esercizio dei principi costituzionali”