Vincenzo Piscitelli: “Il Consiglio di Stato e le pronunce favorevoli del Tar danno una ulteriore speranza alle numerose persone che hanno conseguito il titolo sul sostegno in un paese dell’Ue”

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Il Consiglio di Stato e le pronunce favorevoli del Tar danno una ulteriore speranza alle numerose persone che hanno conseguito il titolo sul sostegno in un paese dell’Ue, commenta l’Avvocato Vincenzo Piscitelli.

Il Tar Lazio e il Consiglio di Stato hanno sancito la piena validità dei titoli di sostegno, anche in assenza di ulteriori percorsi formativi sulla materia.
Sono diverse le sentenze e le ordinanze emesse che hanno riconosciuto l’equipollenza del titolo estero con quello italiano.
La direttiva europea numero 36 del 2005, recepita in Italia con Decreto Legislativo numero 206/2007 ha riconosciuto che, il titolo abilitativo al sostegno, conseguito in uno qualunque dei Paesi facenti parte dell’Unione Europea, ha valenza legale anche in Italia.
“Le sentenze del Consiglio di Stato e le pronunce favorevoli del Tar sul riconoscimento del titolo estero – ha commentato Vincenzo Piscitelli (foto), avvocato del foro di Benevento – danno una ulteriore speranza alle numerose persone che hanno conseguito il titolo sul sostegno in un paese dell’Unione Europea e vogliono esercitare in Italia la professione di docente.
E’ possibile, infatti, chiedere il riconoscimento del titolo, ai sensi della richiamata direttiva e in caso di silenzio-inadempimento del Ministero dell’Istruzione e/o diniego gli istanti potranno esperire azione giudiziale per ottenere una pronuncia in tal senso”.
Dunque, i percorsi di studio fatti all’estero, sono sempre più riconosciuti e qualificanti: l’abilitazione e la specializzazione all’estero, si conferma uno strumento valido e di successo, che permette di ottenere titoli qualitativamente identici a quelli conseguiti in Italia, ma con maggiori certezze.
Il compiacimento del legale beneventano è sempre maggiore perché ha riferito lo stesso “non bisogna valutare dove si è abilitato un soggetto o il livello di integrazione tra paesi ma piuttosto la durata del corso, la qualità e le competenze maturate.
Per questo motivo non vi sono motivazioni valide per poter considerare meno importanti i titoli conseguiti all’estero”.
Piscitelli, dunque, persevera nella lotta a fianco dei precari e si dichiara disponibile per qualsivoglia delucidazione oppure chiarimento.