Presentazione del libro “Italiani d’Argentina” di Caio Mussolini

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Presentazione del libro “Italiani d’Argentina” di Caio Mussolini

È un libro che descrive l’influenza dell’immigrazione italiana in Argentina dall’Ottocento agli anni ’70.

Il 27 maggio l’associazione culturale FDI ha organizzato la presentazione del suo libro “Italiani d’Argentina”.

L’evento si è svolto presso la sala Blu del carcere Borbonico ad Avellino. Alla presentazione hanno partecipato la Responsabile dell’associazione Sonia Lombardo, Vincenzo Quintarelli, presidente del circolo FdI Avellino; Ida Santanelli, consigliere comunale di Sassidoro e presidente del circolo di FdI La Città che Sale di Benevento e l’Europarlamentare Vincenzo Sofo.

Il libro nasce dalla tesi di laurea derivante dall’esperienza personale e della famiglia di Caio Mussolini, già emigrata in Argentina a principio del 1900, e dalla curiosità di capire perché gli italiani partivano per andare proprio in Argentina e non in altri paesi, e come con la loro cultura ne hanno influenzato in maniera unica al mondo le abitudini.

“È un tema molto interessante, che aiuta a capire le dinamiche dell’immigrazione in quegli anni. Persone che partivano verso luoghi sconosciuti, affrontando tre o quattro settimane di viaggio in nave spesso in condizioni molto difficili.”

Nel libro vengono sfatati alguni luoghi comuni, come quello di pensare che chi emigravano erano i più poveri: “allora come oggi, emigrare era un investimento per migliorate le proprie condizioni di vita, e non tutti potevano permetterselo”.

Durante la presentazione è stato evidenziato perché si emigrava in Argentina, partendo dalla storia e dalle caratteristiche geografiche di quel paese. Grande quasi dieci volte dell’Italia, nel 1820 la sua popolazione era poco più di 600 mila abitanti.

Cifre che rendono evidenti la necessità che aveva quel giovane paese di incrementare la popolazione.

E la volevano incrementare avendo come riferimento l’Europa, culla della civiltà e della cultura, attraverso politiche strutturate da parte dei diversi governi, che venivano modificate a seconda delle necessità.

Scorrendo il libro si legge che in Argentina sono sbarcati tanti bravi agricoltori a lavorare le terre, ma anche commercianti, piccoli imprenditori, artisti, tecnici, operai e ingegneri. E tutti hanno influenzato la maniera di vivere e la cultura degli argentini.

Molti degli immigrati italiani che arrivavano a Buenos Aires veniva spesso accolto nel “Hotel de Inmigrantes”, una struttura ricettiva dove ricevevano assistenza per alcuni gioni dopo lo sbarco. Segno che i processi immigratori venivano gestiti e controllati dal governo.

Nel libro vengono descritti anche i tanti problemi d’integrazione e le tante discriminazioni subite. “’L’italiano nel XIX secolo era deriso per il modo di parlare o le sue abitudini. Nel teatro e letterattura veniva considerato come una macchietta, e all’epoca un italiano che sposasse una donna argentina era molto raro”.

Nel libro si sfata anche un altro mito, quello dell’accoglienza a braccia aperte. Invero non era così, spesso i nostri emigranti erano oggetto di truffe, violenze, abusi e non sempre era facile l’inserimento nella società locale.

Basta leggere alcune strofe dell’opera scritta da José Hernández nel XIX “Martin Fierro”, pietra miliare della cultura argentina paragonabile al nostro I Promessi Sposi, per capire la scarsa considerazione che il “gaucho” aveva per l’italiano.

Viene descritto come ignorante, lamentoso, tirchio, pauroso, poco maschio…

La presentazione del libro ha offerto al pubblico presente interessanti spunti di riflessione sul tema dell’emigrazione passata e presente: le considerazioni dell’On. Sofo sulle problematiche attuali riguardanti l’immigrazione e le conseguenze sulla nostra società hanno arricchito ulteriormente questo evento.

Approfondire questa parte della nostra storia così importante (e che ha coinvolto milioni di italiani in Argentina con i loro successi e i loro fallimenti)
ci aiuta anche a capire alcune delle dinamiche di questi fenomeni al giorno d’oggi.

L’autore, Caio Mussolini è nato 55 anni fa in Argentina. Ha poi vissuto dal 1978 al 1986 in Venezuela. Successivamente ha intrapreso la carriera da Ufficiale in Marina come sommergibilista. Terminata l’esperienza militare ha cominciato a lavorare nel settore della difesa in Italia e Medio Oriente. È nipote di Vittorio, secondogenito di Benito Mussolini, e figlio di Guido.

Gianna Famiglietti