Veglia Ecumenica per la Pace a Fano. S.E.R. Mons. Andrea Andreozzi: “L’uomo sia chiamato a preparare l’impasto buono”

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Fano Veglia Pace

Presso la Cattedrale di Santa Maria Assunta di Fano si è svolta ieri sera la Veglia Ecumenica per la Pace.

L’iniziativa è stata molto sentita dai partecipanti, data la necessità di pregare ed operare affinché possano cessare le guerre che, in questi anni, si stanno svolgendo in diversi Paesi del Mondo.

La Veglia Ecumenica per la Pace è iniziata con l’accoglienza dell’Assemblea presente, a cui ha fatto seguito l’ingresso del Vescovo della Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, S.E.R. Mons. Andrea Andreozzi, accompagnato dall’Arcivescovo delle Arcidiocesi di Pesaro e di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, S.E.R. Mons. Sandro Salvucci e da alcuni delegati di altre Confessioni Religiose operanti a Fano e a Pesaro.

La parte introduttiva è, poi, proseguita con il saluto di S.E.R. Mons. Andrea Andreozzi all’Assemblea presente e con la recita di un’invocazione di lode a Dio, a Gesù e allo Spirito Santo, a cui hanno fatto seguito il canto “Vieni Spirito forza dall’alto”, la Litania di Lode e di Ringraziamento, la Confessione di Peccato e la Richiesta di Perdono.

Dopodiché è stato il momento della Proclamazione della Parola del Signore, con la Lettura del brano tratto dal Libro della Genesi, Cap. 18, versetti 1-8 e del Salmo 138 (137). Ad essi ha fatto seguito la Lettura tratta dal Vangelo secondo Luca, Cap. 10, versetti 25-37.

Poi sono stati i momenti del canto “Mi ami tu?” e dell’Omelia di S.E.R. Mons. Andrea Andreozzi, che, nella sua riflessione, ha fatto dei richiami al brano del Vangelo sopra menzionato e all’importanza della preghiera: “Noi non siamo qui inutilmente, non siamo qui senza portare nulla a casa. Ognuno ritenga utile questo incontro per amare un po’ di più Dio e i fratelli. L’aspetto sorprendente, nel brano del Vangelo che abbiamo ascoltato, è proprio il fatto che un samaritano salva la vita a un uomo di Gerusalemme. Quindi, colui che si pensava fosse un nemico, si rivela essere un amico e un salvatore di vita. In quanto alle buone intenzioni dell’uomo, egli è chiamato a preparare “l’impasto buono”, affinché da esso possano emergere dei prodotti nutrienti per sé e per i suoi fratelli”.

La Veglia Ecumenica per la Pace è, poi, proseguita con il saluto e la dichiarazione dei delegati delle altre Confessioni Religiose operanti a Fano e a Pesaro, i quali hanno invitato tutti a lavorare per la pace tra i popoli, oltre ad aver espresso la gioia di essere presenti a questo importante appuntamento.

Hanno fatto seguito la Confessione di Amore, adattamento dal testo della lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi, Cap. 13, versetti 1-13, il canto “Alla porta del mio cuore”, le Preghiere di Intercessione e il canto “Spirito Santo, dolce presenza”.

Dopodiché l’Assemblea, seguita dai celebranti, si è incamminata verso l’esterno della Cattedrale, con in mano una candelina accesa e ponendosi davanti alla Croce preparata da alcuni detenuti della Casa di Reclusione di Fossombrone. In questo momento, è stato letto il brano tratto dal Vangelo secondo Luca, Cap. 10, versetti 29-37, e c’è stata l’invocazione del Vescovo Andreozzi, il quale ha poi invitato tutti a scambiarsi un segno di comunione fraterna.

Dopo la dichiarazione corale “Tutto quello che possiamo fare insieme, facciamolo” e dopo la riflessione della Guida, una buona parte dell’Assemblea è rientrata nella Cattedrale seguendo la Croce sopra menzionata.

La Veglia Ecumenica per la Pace è, poi, proseguita con altri momenti di riflessione, in cui si sono alternati canti ed invocazioni. Oltre a ciò, per i presenti era possibile scrivere sopra alcune stoffette distribuite dagli organizzatori delle parole che potessero aiutare a diffondere la pace.

Suor Catherine Southwood, operatrice presso la Casa di Reclusione di Fossombrone, nel suo intervento, ha spiegato com’è stata costruita la Croce presente alla Veglia Ecumenica per la pace da alcuni detenuti del carcere sopra citato. Tale costruzione, tra l’altro, è iniziata durante il lockdown causato dal Covid-19, in cui non era neanche possibile far arrivare alcuni beni, se non quelli alimentari, per cui, anche se la difficoltà sembrava doppia, realizzarla è stata possibile.

Il Prof. Emanuele Frontoni, Docente di Informatica e di Computer Vision presso l’Università Politecnica delle Marche, sede di Macerata, si è espresso sull’intelligenza artificiale, che, se utilizzata bene, può aiutare il Mondo ad andare meglio. Tra i suoi elementi positivi, ad esempio, si segnalano alcuni lavori di ricerca svolti dall’ateneo sopra menzionato in ambito clinico ed agricolo. Di converso, tra quelli negativi, si segnala il fatto che spesso alcuni dei vari droni utilizzati nel settore dell’agricoltura, rischiano, poi, di venire utilizzati nelle guerre che coinvolgono alcuni Stati del globo. Oltre a ciò, si segnala anche la disinformazione, che non porta mai buoni risultati, e può diventare pericolosa anche in vista delle Elezioni Politiche che interesseranno diverse realtà nazionali ed internazionali. Quindi, per rendere efficace l’intelligenza artificiale, si segnalano due ambiti di intervento: quello educativo e quello normativo.

Il Vescovo Andreozzi, nel commento alla parabola del buon samaritano, si è, poi, espresso in questi termini: “Ho scritto sullo straccetto della pace due parole: impotenza, sia dell’uomo di Gerusalemme che ha subito la violenza di alcuni briganti e sia di Gesù, che non scende dalla Croce, ma affronta e accetta il dolore che da essa deriva, allargando le braccia, perdonando chi lo ha condannato e accogliendo l’uomo; sapienza, ovvero quella della stessa Croce e quella che porta Gesù a raccontare questa parabola. Dobbiamo chiederci cosa vuol dire amare. C’è bisogno di tanta sapienza. Per amare, occorre passare proprio da Gesù, per riscoprire il nostro rapporto con Dio e con i nostri prossimi”.

Durante il canto “Ubi Caritas”, i presenti hanno messo in un cesto le stoffette contenenti le parole da loro scritte e hanno adorato la Croce preparata dai detenuti della Casa di Reclusione di Fossombrone. A questo momento, hanno fatto seguito la recita del Padre Nostro, l’invocazione alla pace del Vescovo Andreozzi, i ringraziamenti finali della Guida, l’invito a partecipare agli eventi della Scuola di Pace 2024 e quello a fare domanda per il Servizio Civile presso la Caritas Diocesana e la benedizione all’Assemblea del Vescovo Andreozzi, che ha presieduto la Veglia Ecumenica per la Pace e, dopo questo momento, ha anche distribuito ai presenti le stoffette con le parole della pace scritte da ognuno di essi.

 

 

 

 

 

 

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