Al Comune di Arpaise con grandi emozioni, riflessioni, ricordi si è celebrata la Festa della Donna

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Al Comune di Arpaise con grandi emozioni, riflessioni, ricordi si è celebrata la Festa della Donna

L’8 Marzo appena concluso, è la Giornata internazionale della Donna, giorno in cui si ricordano l’importanza dei diritti delle donne e le conquiste sociali, politiche ed economiche ottenute, ma in cui si richiama anche l’attenzione sulle disuguaglianze di genere ancora esistenti, sugli stereotipi e le discriminazioni, sulla violenza che le donne subiscono ogni giorno e viene comunemente chiamata “Festa della donna”.

Proprio per questo l’Amministrazione Comunale di Arpaise, sempre attenta alla donna, alla sua valorizzazione e alla celebrazione di tale giornata così come gli anni scorsi in tempo di covid, installando una panchina rossa e piantando un albero di mimosa nel viale comunale, ha voluto quest’anno, terminato il periodo covid, Venerdì 8 Marzo presso la Sala Consiliare, organizzare il convegno/dibattito dal titolo “La Donna &… sguardi, slanci e riflessioni sulla condizione femminile”.

Dopo i saluti del Sindaco Vincenzo Forni Rossi, la serata si è aperta con la visione del cortometraggio “La rievocazione delle lavandaie” a cura dell’Archeoclub d’Italia Sede di Apice, diretta dal Presidente Alessio Errico e con l’intervento dello stesso presidente, di Ines De Leucio artista di Arpaise “La Strega Aborigena”, di Maria Fanzo Referente Rete Antiviolenza Cooperativa Sociale Nuovi Incontri di Benevento, di Titti Covino Consigliere delegata alle politiche sociali, di Rosaria Panaggio Consigliere delegata alle politiche educative e della famiglia, incontro moderato da Mattia Parrella consigliere comunale delegato alla cultura.

La rievocazione delle lavandaie è un cortometraggio fondato sul lavoro, sull’impegno, sulla cura che le donne hanno per la società intera, in tutti i settori, in ogni cosa è la donna che svolge un compito, un attività sia nel lavoro che nella famiglia, linfa vitale delle nostre famiglie e delle nostre comunità.

Con questo cortometraggio si è voluto evidenziare i vari aspetti della donna e della società di un tempo, facendo un vero tuffo nel passato a cinquanta, sessanta anni fa, dove le donne scendevano al fiume per lavare i panni, ognuno aveva la sua pietra gelosamente custodita, ci si parlava, ci si diceva le cose di casa propria, talvolta anche dei pettegolezzi, ma si stava tutti insieme, ci si divertiva cantando insieme, ci si aiutava l’uno con l’altro, si aveva fiducia, ad esempio quando una donna, una vicina di casa non poteva scendere al fiume si prendevano anche i suoi panni e si andava al fiume con la cesta in testa e si svolgeva questo lavoro, talvolta era un vero e proprio lavoro, ed i figli che non potevano andare con le priore mamme venivano portate dalle vicine di casa, si faceva il sapone in case e in inverno si prendeva anche l’acqua piovana per lavare i panni che venivano grazie alla loro bravura così bianchi, limpidi al sole.

Con questo cortometraggio, insomma, si è voluto evidenziare anche il fatto che ogni momento di vita, ogni comunità ha bisogno anche del luogo dove mettere insieme le esperienze, i modi, gli usi e costumi, il dialogare, il socializzare, questo è anche il modo per crescere e fare dei cambiamenti, quegli anni sembrano così lontani e dimenticati, ma grazie di cuore alle iniziative così belle, spontanee dell’Archeoclub di Apice, hanno un obbiettivo, una visione lungimirante che ci fa capire che non dobbiamo mai dimenticare le nostre radici, persone in carne e ossa che hanno vissuto questi momenti, questi anni molto difficili nei nostri paesi, dobbiamo ritornare al passato per vivere il presente ed andare nel nostro futuro, essere come un tempo più attenti ai bisogni degli altri, alle donne vittime di violenza.

Molte volte si fanno solo dei pregiudizi, dei preconcetti sulla donna e sul suo ruolo all’interno della società, si pensa a volte che poiché si è donna si debba per forza fare le faccende domestiche ad esempio e l’uomo lavora, ma non è così dobbiamo lottare purtroppo ogni giorno sull’uguaglianza, sui diritti, sulla parità tra uomo e donna.

Dopo gli interventi di Alessio Errico, Titti Covino, Rosaria Panaggio e Mattia Parrella prima di Ines De Leucio, ha preso la parola la Dottoressa Maria Fanzo Presidente della Rete Antiviolenza della Cooperativa Sociale Nuovi Incontri di Benevento, la quale ha illustrato i progetti della cooperativa, nel 2021 è nato il centro antiviolenza Procedo (Progetto Centro Donna), un servizio svolto dall’ambito B1 anche con sportelli itineranti nei vari comuni tra cui anche Arpaise fino lo scorso anno, abbiamo accolto dice Maria Fanzo, accompagnato le donne in questo momento particolare della loro vita, nel momento in cui hanno deciso di ribellarsi alla violenza che hanno subito all’interno delle proprie case, delle proprie abitazioni e hanno deciso di denunciare, ecco bisogna oggi tornare alle lavandaie, a fare squadra, a parlarne, perché lo vediamo tutti giorni, molte volte chi è vittima di violenza non denuncia per paura, non lo dice agli altri sia per paura che magari per vergogna, o non è capita, poi però capita che viene uccisa, dunque bisogna denunciare e chi magari sente che una donna vicino alle proprie case è vittima di violenza di non girarsi dall’altra parte, ma di fare la proprio parte.

A chiudere l’ultima parte del convegno è stata l’artista Ines De Leucio, una donna di Arpaise con grandi doti artistiche a partire dalla ceramica, fino ad arrivare al disegno, alla pittura, alla realizzazione di body art, ed opere fatte a mane, con tanto amore per la comunità, esposte alcune anche nella stessa sala del consiglio. Ha riscosso un notevole successo negli anni sia in Italia che all’estero con la sua creatività, realizzando anche in paese diversi progetti per i più piccoli. Nelle storie e nelle leggende che mi raccontavano i nonni, spiega Ines, le streghe poche volte erano vestite, anche le iconografie medioevali le riportano quasi sempre come donne nude che ballano allegramente attorno il noce di Benevento, fin da piccola ascoltando quelle storie, nutrivo il dubbio che quelle fossero davvero streghe, forse volevano solo liberarsi dalla prigionia degli abiti e dalla moda per esprimersi, così più tardi poi inizia l’esperienza della body art, della ricerca di una pittura anatomica, così nella terra natale dell’Australia, ha scoperto che gli aborigeni usano dipingere il proprio corpo per liberarsi dalla condizione umana, di qui è nato il progetto la strega aborigena. Quasi al termine del suo intervento Ines ha voluto donare al comune, un’opera realizzata nel 2021 nel palazzo ducale di San Martino con dei bambini presenti nel corso del progetto, l’arca dell’amicizia che raffigura un’arca a bordo della quale ci sono degli animali, degli elefanti in cammino, verso un mondo migliore.

L’arca dell’amicizia donata al Comune da Ines è in memoria di tutti i bambini, le bambine vittime di violenza, di tutte le donne, in particolare per la giovane Laura Leone di Arpaise, scomparsa improvvisamente e prematuramente il 6 Marzo 2021 a soli 22 anni in un incidente stradale e lo scorso 6 marzo nel terzo anniversario è stata celebrata nella chiesa una Santa Messa in Suffragio a suo ricordo, una giovane vita di una ragazza solare, allegra, buona d’animo, brava, talentuosa negli studi che è volata in cielo troppo troppo presto.

Tutti i presenti si sono emozionati nel ricordo che Ines ha voluto dare di Laura, in una serata raccontano bella, ricca di spunti di riflessione, la donna si deve onorare ogni giorno, però è importante una sera fermarsi e riflettere insieme con uomini, donne, giovani e meno giovani.

Terminata la sera tutti i presenti si sono congratulati con l’amministrazione comunale, con l’archeoclub per il bellissimo e significativo cortometraggio realizzato, con la Dottoressa Fonzo che ha delineato i servizi utili per le donne.