Per il GPS dobbiamo dire: “Grazie Albert”
L’attuale sistema GPS è costituito da una configurazione di trentuno satelliti disposti
su orbite che distano 20.000 chilometri dalla Terra. Il loro numero è determinato dal
fatto che, in qualsiasi momento, da qualunque punto della Terra se ne vedono almeno
tre. I satelliti si inviano continuamente segnali radio e misurando con accuratezza il
tempo di arrivo dei segnali radio è possibile la triangolazione che identifica la
posizione del nostro cellulare o il nostro computer o altro dispositivo adatto. Per
determinare con precisione la nostra posizione la misura del tempo di arrivo dei
segnali è determinante, per questo sui satelliti sono montati orologi atomici che
vengono sincronizzati con la massima precisione. Per fare ciò occorre tenere conto di
tanti effetti e in particolare di quelli della teoria della relatività di Albert Einstein. La
relatività di Einstein dice che il tempo si dilata, rallenta, se aumentiamo la velocità e
il tempo corre più veloce se ci allontaniamo dal centro di gravità. Quindi per i satelliti
occorre tener conto di questi due effetti e farne la differenza. Per quanto riguarda la
velocità dei satelliti la teoria della relatività ci dice che essi segnano un tempo minore
di 7 microsecondi al giorno; mentre per quanto riguarda la gravità segnano un tempo
maggiore di 45 microsecondi al giorno. Pertanto ogni giorno vanno corretti di questi
38 microsecondi per avere la posizione giusta del nostro cellulare sulla Terra. Se non
applicassimo la teoria della relatività la nostra posizione si degraderebbe di qualche
chilometro in un giorno e vanificherebbe la misura. Dobbiamo dire grazie ad Einstein
che riuscì ad immaginare la teoria della relatività solo con le sue elucubrazioni
mentali. Poi la tecnologia mettendo in pratica la teoria ha realizzato il GPS. Grazie
Albert.