Le parole strazianti del medico Ezzideen Shehab squarciano il velo dell’indifferenza. E mentre la connessione si spegne, la resistenza si fa messaggio.
“Mi chiamo Ezzideen. Sono un medico a Gaza. Non ho stipendio. Non ho protezione. Non ho distanza da ciò che vedo. Quello che ho è una clinica, uno stetoscopio e la capacità di ascoltare gli ultimi battiti di sconosciuti. Molti di voi mi conoscono per le mie parole su @ezzingaza. Ho cercato di dire la verità, non come giornalista o politico, ma come testimone. Scrivo ciò che vedo. Parlo per chi non può.
Voglio iniziare a scrivere il mio primo libro. Non per guarire me stesso, ma per preservare la memoria. La memoria di ciò che la guerra fa all’anima. Di ciò che l’amore sopporta sotto l’assedio. Dei bambini i cui nomi il mondo non conoscerà mai, a meno che qualcuno non li scriva. Se credete che la memoria sia importante. Se credete che il silenzio sia pericoloso.
Aiutatemi a mantenere viva questa voce. Aiutatemi a prendermi cura di coloro che amo. Aiutami a scrivere ciò che non deve essere dimenticato. Ezzideen
Scegliamo di iniziare con queste parole che sono arrivate, anche a noi, direttamente dalla testimonianza affidata fortuitamente ai social dal Dott. Shehab. Queste alcune delle parole raccolte dai suoi post, dalla sua testimonianza viva, in un territorio che di vivo poco rimane. Un racconto di una prassi diventata quotidiana, che può esternarsi con poche e sentite parole, che toccano ogni coscienza e che da quell’angoscioso angolo, molte volte sconosciuto, di un cuore che ancora riesce a parlare, usa termini, concetti, definizioni che la mente difficilmente riesce solo ad immaginare.
“Nessun segnale internet. Nessuna immagine. Nessuna voce. Solo bombe, fame e un esercito che spara indisturbato su chi cerca un tozzo di pane. Gaza è stata ridotta a una gabbia senza finestre, dove persino il lutto è vietato”. Ezzideen Shehab, medico e scrittore, ha camminato tra le macerie per 30 minuti, rischiando la vita, solo per trovare un frammento di connessione e sussurrare al mondo: “Siamo ancora vivi”.
Mentre Gaza sprofonda in un blackout mediatico e umanitario il Circolo della Stampa di Avellino ospiterà il 24 giugno alle 18,30 un incontro trasversale per smascherare le contraddizioni della comunità internazionale e proporre alternative concrete.
Giuristi, economisti e attivisti si troveranno al Circolo della Stampa di Avellino per denunciare il genocidio palestinese e tracciare vie d’azione. Tra diritto internazionale, costi umani della guerra e resistenza legale, un evento per chi crede che la pace non sia un’utopia.
Giorgio Fontana, professore di Diritto del Lavoro, guiderà il dibattito, che vedrà protagonisti alcuni dei nomi più autorevoli del panorama giuridico, medico e sociale italiano:
– Domenico Gallo (ex Presidente di Sezione della Corte di Cassazione) analizzerà l’escalation globale dei conflitti.
– Pasquale De Sena (giurista internazionale) sfiderà l’ipocrisia dei diritti umani “a geometria variabile”.
– Salvatore D’Acunto svelerà il prezzo occulto della guerra. Non solo vite, ma un sistema economico che prospera sul sangue.
– Agostino De Rosa collegherà nazionalismi e crisi sanitarie, mentre Michela Arricale difenderà il diritto alla resistenza.
– Michela Mancusi, attraverso il cinema, mostrerà come il genocidio palestinese sia stato messo in scena (e ignorato) in diretta mondiale.
A chiudere, Antonio Gengaro presenterà la proposta del Consiglio Comunale di Avellino, un modello concreto per istituzioni locali che vogliano opporsi alla complicità degli Stati.
Il messaggio del dott. Shehab, inviato con una eSIM è stata rinvenuta come “un uomo morente trova un bagliore di luce”, e un atto di disperata resistenza: “Se state leggendo questo, ricordatelo”, implora, “Abbiamo camminato in mezzo al fuoco per dirlo”.
Le parole di Ezzideen Shehab sono un testamento. Un urlo prima del buio. “Quando la connessione sarà ristabilita, la verità sanguinerà attraverso i cavi”. Ma il tempo stringe. Il mondo può ancora non riuscire vedere?















































