Tentativo di Terzo Mandato per Zaia e De Luca: il Senato Dice No, ma il Dibattito Resta Aperto

Il disegno di legge che mirava a modificare l’attuale limite di due mandati per i presidenti di Regione è stato bocciato in Senato, mettendo in difficoltà sia Luca Zaia (Veneto) che Vincenzo De Luca (Campania), entrambi vicini alla fine del secondo mandato. La proposta aveva l’obiettivo di permettere una ricandidatura nel 2025, ma lo stop parlamentare ha chiuso, almeno per ora, questa strada. Tuttavia, la discussione politica resta viva. L’attenzione ora si sposta su un’altra ipotesi: rinviare le elezioni alla primavera. Questo consentirebbe più tempo per cercare un nuovo compromesso normativo. A rafforzare questa possibilità è anche l’inedita intesa nata all’interno della Conferenza Stato-Regioni, dove De Luca – esponente del centrosinistra – ha trovato convergenza con la Lega di Matteo Salvini. Un asse trasversale che sorprende, ma che evidenzia come la questione dei mandati prescinda dagli schieramenti tradizionali. Oltre alle alleanze, c’è la questione costituzionale. La normativa attuale fissa un limite di due mandati consecutivi, volto a garantire alternanza e rinnovamento politico. I favorevoli alla riforma sostengono che l’elevato consenso di alcuni presidenti e la complessità del contesto richiedano continuità amministrativa. I contrari, invece, temono un’eccessiva personalizzazione del potere e difendono la necessità di garantire un ricambio democratico. Il voto in Senato ha congelato l’iniziativa, ma il pressing per una nuova calendarizzazione elettorale è già partito. Se il Parlamento decidesse di riaprire il dossier, lo scontro politico potrebbe riaccendersi nelle prossime settimane.

Marika Remondelli