Il consumo di abbigliamento usato è in forte ripresa.
Molti studiosi del fenomeno si sono posti il seguente quesito:
“Perché i consumatori sono sempre più propensi ad acquistare abbigliamento usato rispetto al passato?”
Secondo alcuni ricercatori, il consumo di abbigliamento di seconda mano può essere influenzato da diversi fattori, tra cui:
Risparmio
Comprare abbigliamento usato consente di risparmiare denaro, rappresentando un’alternativa economica all’acquisto di capi nuovi.
Unicità
Il mercato dell’usato offre spesso pezzi unici per modello e taglia, permettendo a chi li indossa di distinguersi in modo originale.
Sostenibilità
La crescente consapevolezza ambientale ha spinto molti consumatori a considerare l’impatto ecologico della moda. Acquistare abbigliamento usato contribuisce a ridurre i rifiuti e a promuovere un consumo più sostenibile, evitando di incentivare la produzione di nuovi capi, spesso associata a pratiche inquinanti.
Cambiamento culturale
Negli ultimi anni si è assistito a una trasformazione culturale che ha reso l’acquisto di abbigliamento usato più accettabile e persino di tendenza. Celebrità e influencer promuovono sempre più spesso il vintage e il second-hand, contribuendo a modificare la percezione sociale di questo tipo di acquisto.
Accessibilità
Grazie alla diffusione di piattaforme online dedicate alla vendita di abbigliamento usato, come Depop, Vinted e altri marketplace, è diventato più semplice trovare e acquistare capi di seconda mano. Questo ha ampliato l’accesso a un’ampia gamma di opzioni a prezzi competitivi.
Fattori economici
In periodi di crisi economica o incertezza finanziaria, i consumatori tendono a cercare soluzioni più economiche. L’acquisto di abbigliamento usato rappresenta una scelta pratica per chi desidera restare alla moda contenendo le spese.
Secondo alcuni studi riportati in letteratura, la psicologia strategica considera gli abiti, siano essi nuovi o usati, come un’espressione della personalità e uno strumento per influenzare la percezione di sé e degli altri.
Acquistare e indossare abiti di seconda mano può riflettere diversi aspetti: il desiderio di risparmio, la ricerca di unicità, l’attenzione per l’ambiente o il piacere della scoperta.
Parallelamente, la psicologia strategica – in particolare la Terapia Breve Strategica – si concentra su come i pattern comportamentali, inclusi quelli legati all’abbigliamento, possano essere modificati per raggiungere obiettivi specifici, come il miglioramento dell’autostima o la gestione delle emozioni.
In conclusione, la ripresa del consumo di abbigliamento usato è il risultato di una combinazione di fattori psicologici, economici e culturali, che stanno trasformando il modo in cui i consumatori si relazionano con la moda e il concetto stesso di consumo.
Psicologa Mariarosaria Castagnozzi














































