Leggo con un misto di sollievo e di preoccupazione la notizia che il rappresentante della Santa Sede presso le Nazioni Unite è intervenuto per ribadire il rispetto della vita.
   Il sollievo è dato dalla constatazione che ci sono persone, organizzazioni che hanno a cuore la vita degli uomini e si impegnano per tutelarne la dignità. E non è un mistero che la chiesa cattolica, il pontefice Leone XIV, sono attori di una campagna di difesa della vita e della promozione della pace. Purtroppo, sempre più la loro è una voce che grida nel deserto.
   La preoccupazione, o peggio la sofferenza, sono dettate dalla triste osservazione dello spettacolo che è sotto gli occhi di tutti. Pare che regni senza freni il disprezzo della vita e quasi il macabro compiacimento di seminare corpi per aria, con il solo scopo di attentare alla vita. E non ci riferiamo solo alle guerre in corso, combattute da eserciti che si affrontano, e purtroppo molti soldati soccombono.
   Spesso i moderni vampiri si accaniscono deliberatamente contro civili, disarmati, e presi di mira in quanto civili. Gli attacchi sempre più mirati, ordinati dal boia del Cremlino contro civili inermi, ne è una chiara dimostrazione. Terribile è la guerra, ma la falsità e le dichiarazioni fondate sulla menzogna sistematica, eretta a ragione di stato è, almeno per me, qualcosa di abominevole e che grida vendetta. Tanto per dirne una, come si fa ad accusare di terrorismo un paese che si difende, che si accanisce su strutture senza concentrarsi sulle persone, quando è costantemente fatto oggetto di assassinii di civili, quotidianamente. Già in altre occasioni ho fatto le mie considerazioni su come debba intendersi la guerra di aggressione scatenata dalla Russia contro l’Ucraina, obbediente alla logica imperialista russa e all’ego debordante del suo dittatore.
   La guerra in Ucraina non è l’unica realtà negativa, in cui si respira aria di morte. Tante sono le ferite in medio oriente, con quanto accaduto negli ultimi anni. La politica terrorista di Hamas, la reazione sproporzionata di Israele, lo scontro USA-IRAN, con il coinvolgimento di tutti i paesi confinanti, più tanti altri teatri di guerre più localizzate e meno durature, disegnano un panorama in cui il rispetto per la vita è un miraggio.
   Anche se la realtà è dominata dall’odio, dal desiderio di supremazia ad ogni costo, pure se la morte pare passione inseguita senza freni, è doveroso che chi ha grande rispetto per la vita e per la sua tutela non lesini sforzi perché la rassegnazione non prevalga, e non si stanchi di predicare e promuovere la pace, nella speranza che, sia pure a fatica, l’amore per la vita non sia cancellato. E’ giusto che la moratoria sulle esecuzioni delle pene di morte si sposi anche e soprattutto con un ridimensionamento delle uccisioni che hanno il sapore dell’azione terroristica, belluina, e sono chiaramente crimini di guerra.