Emergenza cinghiali in Campania e ad Ariano Irpino: una crisi che cambia il volto dell’agricoltura

In Campania, l’emergenza cinghiali è ormai molto più di un problema passeggero: è diventata una sfida strutturale che mette a dura prova il comparto agricolo, la sicurezza pubblica e il fragile equilibrio tra ambiente e attività umane.
Negli ultimi anni, l’escalation della popolazione di cinghiali ha trasformato interi territori in zone di rischio. I danni alle colture sono enormi: campi distrutti, raccolti compromessi, recinzioni abbattute. Le perdite economiche per le aziende agricole continuano ad accumularsi, tanto da essere definite “una vera e propria diseconomia” da Nicola De Leonardis, presidente di Confcooperative FedAgriPesca Campania. Non si tratta solo di agricoltura: gli ungulati si spingono sempre più spesso nei centri abitati, causando incidenti stradali e generando situazioni di pericolo per cittadini e automobilisti. Le misure adottate finora, come l’abbattimento di migliaia di esemplari nella stagione venatoria, non bastano a contenere il fenomeno. Ad Ariano Irpino, in particolare, si sta vivendo una situazione emergenziale. La Villa Comunale è diventata teatro di episodi allarmanti, con cinghiali che scorazzano tra le aiuole, le giostrine e i viali, mettendo a rischio anziani, bambini e amanti della camminata soprattutto ora che si intensificheranno anche le manifestazioni estive. Il livello inferiore della struttura è stato chiuso per motivi di sicurezza, mentre le autorità locali hanno avviato operazioni di cattura. Sono stati installati chiusini e autorizzati abbattimenti selettivi per contenere la proliferazione. Il sindaco Enrico Franza ha contattato nuovamente il servizio veterinario dell’Asl per verificare come bisogna risolvere definitivamente la situazione. Intanto le associazioni agricole chiedono interventi più rapidi e incisivi. Tra le proposte:
• semplificare le procedure di controllo
• coinvolgere direttamente gli agricoltori nella gestione faunistica
• avviare una filiera agroalimentare per valorizzare la carne di cinghiale
Il dibattito resta acceso e la sensazione è che occorra una svolta, con politiche più coraggiose e coordinate.Nel frattempo , nel cuore del Sannio e in altre aree rurali, chi vive e lavora la terra continua a resistere, mentre la crisi si fa sempre più profonda nel Sannio come in Irpinia.
Marika Remondelli