La Notte Bianca di Rho (Mi); si prepara ad accogliere un protagonista della scena musicale italiana: Michele Pecora, cantautore salernitano dal talento poliedrico, volto noto del Festival di Sanremo e del Festivalbar, sarà protagonista di una serata speciale giovedì 24 luglio alle ore 21 presso l’Olen Bar in via Martiri della Libertà n.4. L’ingresso è gratuito, un’occasione imperdibile per riascoltare i suoi grandi successi e scoprire le nuove sonorità del suo ultimo album; “Tra le corde di una vita”.
Nato ad Agropoli nel 1957, Pecora ha iniziato il suo percorso artistico negli anni ’70, trasferendosi nelle Marche dove, nel 1975, ebbe l’opportunità di un provino con la casa discografica fondata da Lucio Battisti. Fu proprio in quel periodo che conobbe Ivan Graziani, con cui strinse una forte amicizia.
La sua svolta arrivò grazie al cantante e produttore Gianni Ravera, che lo portò a vincere il Festival di Castrocaro nel 1977 con “La mia casa”. Da quel momento, la sua carriera decollò: nel 1979 conquistò il Telegatto con “Era lei” e l’anno dopo trionfò al Festivalbar con “Te ne vai”, diventando una delle voci più amate della musica leggera italiana.
Oltre alla sua produzione da interprete, Pecora ha scritto brani per nomi illustri come Barbara Cola, Lighea, Catherine Spaak e Milva, dimostrando una versatilità che lo ha portato anche a collaborare con Franco Battiato, Ron, Ivana Spagna e Peppino Di Capri in qualità di direttore d’orchestra al Festival di Sanremo 1995. Definito il “poeta della canzone”, Pecora ha collezionato numerosi riconoscimenti, tra cui la vittoria nello show Rai “Ora o mai più” con “I poeti”, brano acclamato come uno dei migliori testi d’autore italiani.
Dopo anni di successi e tournée, Michele Pecora torna in Lombardia con un repertorio che spazia dai classici della sua carriera alle nuove composizioni tratte dall’album “Tra le corde di una vita”. Un viaggio emozionale tra melodie che raccontano storie, amori e riflessioni, con quella sensibilità poetica che lo ha reso un artista senza tempo.
di Raffaele Battiante













































