Settimana corta ad Ariano Irpino: un passo avanti nella civiltà scolastica

Ad Ariano Irpino, l’introduzione della settimana corta nelle scuole ha acceso un acceso dibattito tra famiglie, docenti e istituzioni. Ma al di là delle polemiche, questa scelta rappresenta un atto di modernità, di civiltà e di visione educativa che merita di essere difeso con forza. Ineffetti la settimana corta prevede la distribuzione delle ore scolastiche su cinque giorni anziché sei, lasciando il sabato libero. Una misura già adottata in molte realtà italiane ed europee, che punta a:
• migliorare la qualità della vita degli studenti e delle famiglie
• favorire una didattica più concentrata e meno dispersiva
• ridurre i costi energetici e logistici per le scuole. La polemica ad Ariano nasce per parte di alcuni genitori che si sono opposti alla decisione, come già sottolineato, lamentando disagi organizzativi e una presunta mancanza di comunicazione da parte degli istituti. Alcuni docenti, invece, hanno espresso dissenso, temendo ripercussioni sulla didattica e sull’organizzazione interna, motivazioni a detta della maggior parte di docenti e altri genitori pretestuosa.
Ed infatti è proprio qui che emerge il nodo culturale: la resistenza al cambiamento. In un mondo che evolve, dove il tempo è una risorsa preziosa e la scuola deve dialogare con la società, aggrapparsi a modelli rigidi e superati è una forma di miopia educativa. La settimana corta non è solo una questione di orari: è una scelta che riflette una nuova mentalità. Significa:
• riconoscere il diritto al tempo libero come parte integrante della crescita
• promuovere un equilibrio tra studio, famiglia e attività extrascolastiche
• educare alla responsabilità e all’autonomia
Chi si oppone, spesso lo fa per abitudine o per timore del nuovo. Ma la scuola non può essere ostaggio di chi rifiuta il progresso. Alcuni docenti dovrebbero interrogarsi sul proprio ruolo: sono formatori o semplici esecutori di routine? E alcuni genitori, invece di protestare, potrebbero cogliere l’occasione per rivedere modelli familiari e organizzativi ormai obsoleti. Determinante è il ruolo delle istituzioni. L’assessora Arianese,Grazia Vallone, ha portato la questione in consiglio comunale, aprendo ancora di più un dibattito acceso che si preannuncia come tormentone dell’estate.È fondamentale che le istituzioni scolastiche continuino a coinvolgere le famiglie, ma senza rinunciare alla propria autonomia decisionale, come confermato anche dal TAR. Ma in merito alla settimana corta cosa dice la legge e cosa è successo ed infatti L”argomento della settimana corta nelle scuole di Ariano Irpino ha sollevato non solo polemiche locali, ma anche interrogativi giuridici. Alcuni genitori contrari alla riforma hanno minacciato ricorsi, appellandosi al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) e la normativa cosa prevede ? Andiamo per ordine:
La scuola italiana gode di autonomia organizzativa, sancita dal Regolamento dell’autonomia scolastica (DPR 275/1999). In particolare:
• Le lezioni devono svolgersi in non meno di cinque giorni settimanali
•L’organizzazione oraria può essere modificata dal Consiglio d’Istituto, previa consultazione del Collegio docenti e coinvolgimento delle famiglie . Il TAR interviene solo se ci sono vizi procedurali o violazioni di legge. Ad esempio il TAR Veneto ha respinto un ricorso , affermando che:
• Non esiste un “diritto” al tempo scuola su sei giorni
• Il Consiglio d’Istituto ha piena discrezionalità, purché rispetti le regole .E Ariano Irpino?
Nel caso di Ariano, la decisione è stata comunicata al consiglio comunale dall’assessora Grazia Vallone in quanto alcuni genitori hanno protestato, lamentando di non essere stati informati in fase di preiscrizione. Tuttavia, se la scuola ha seguito correttamente l’iter previsto dalla legge 241/1990 (consultazione, motivazione, pubblicazione), il TAR non può annullare la delibera. In sintesi: la settimana corta è legittima, ma deve essere adottata con trasparenza e coinvolgimento. Il TAR non giudica il merito della scelta, ma solo la correttezza del procedimento. E in assenza di irregolarità, la scuola ha il diritto di organizzarsi come ritiene più efficace. Intanto alcuni genitori hanno avviato una raccolta firme per evitare la settimana corta e sarà allestito un punto di raccolta firme presso l’ingresso principale della villa comunale di Ariano Irpino, per tutti coloro che non possono lasciare la propria adesione attraverso i rappresentanti di classe.
Marika Remondelli