L’invasione silenziosa: i cinghiali mettono a rischio l’agricoltura beneventana

Non più solo danni limitati ai raccolti stagionali: i cinghiali stanno diventando una minaccia costante per l’economia agricola del beneventano. Dopo aver devastato campi di mais, ortaggi e cereali, ora si spingono fino ai vigneti, attaccando le piante e rovinando interi filari. Il fenomeno, segnalato da numerosi agricoltori locali, non mostra segni di rallentamento e impone un serio ripensamento sulle strategie di contenimento. Secondo Gennarino Masiello, presidente provinciale e vice nazionale della Coldiretti, è giunto il momento di utilizzare tutti gli strumenti possibili per fermare un’escalation che rischia di diventare incontrollabile. Non si tratta più di episodi isolati: si parla di vere e proprie incursioni quotidiane che compromettono non solo le rese, ma anche la qualità del prodotto finale. L’urgenza non è solo economica, ma ambientale e sociale, poiché le zone rurali si svuotano e gli imprenditori agricoli si ritrovano abbandonati di fronte a un nemico sempre più organizzato. Coldiretti chiede interventi rapidi e concreti: dalla revisione dei piani di controllo faunistico all’introduzione di misure di prevenzione tecnologica, fino al coinvolgimento diretto delle istituzioni locali e nazionali. È necessario che il fenomeno venga riconosciuto come emergenza strutturale e affrontato con il giusto peso politico. Nel frattempo, la terra continua a subire, e con essa chi la coltiva con passione e fatica. Se non si agisce ora, rischiamo di perdere non solo prodotti e reddito, ma anche una parte importante dell’identità territoriale.

Marika Remondelli