La voce degli innocenti: Avellino si ribella al maltrattamento animale
Questa mattina, ad Avellino, il piazzale antistante Palazzo Caracciolo si è trasformato in un luogo di denuncia e solidarietà. L’associazione LNDC Animal Protection ha organizzato una manifestazione per dare voce a chi non ce l’ha: gli animali vittime di abbandono e maltrattamenti. Il caso che ha scatenato l’indignazione pubblica è accaduto nel comune di Senerchia, dove quattro cagnoline sono state rinchiuse in un fabbricato abusivo, prive di acqua e cibo. Tre di loro sono morte, mentre una è riuscita miracolosamente a sopravvivere. La manifestazione ha visto la partecipazione di attivisti, cittadini e rappresentanti del mondo dell’associazionismo, tutti uniti da un obiettivo comune: chiedere giustizia. I presenti hanno esposto cartelli, striscioni e foto delle vittime, mentre venivano letti messaggi di denuncia e richieste alle autorità competenti. Lo scopo non era soltanto quello di ricordare le cagnoline scomparse, ma anche quello di accendere un faro sulla necessità di controlli più rigidi, pene più severe e una maggiore cultura del rispetto verso gli esseri viventi.
Secondo LNDC, episodi come quello di Senerchia non sono isolati. Spesso si verificano lontano dagli occhi della società, in luoghi abbandonati o fra le pieghe dell’indifferenza quotidiana. È per questo che l’associazione ha deciso di portare questo caso direttamente nel cuore istituzionale della provincia, per lanciare un messaggio forte e chiaro: la vita animale non può essere ignorata. Numerose testimonianze hanno sottolineato la necessità di istituire un presidio permanente di monitoraggio sul territorio, coinvolgendo non solo le forze dell’ordine ma anche i volontari e le associazioni che da anni operano sul campo. La cagnolina sopravvissuta, ora affidata alle cure di LNDC, diventa il simbolo di una resistenza silenziosa ma potente, che ci ricorda quanto sia importante intervenire e non voltarsi dall’altra parte.
L’evento si è concluso con un minuto di silenzio, accompagnato da uno striscione che recitava: “Chi abbandona non è umano, chi denuncia è coraggioso.” Un messaggio che invita tutti, non solo le istituzioni, a riflettere e a farsi parte attiva nella lotta contro la crudeltà. Perché la compassione è il primo passo verso una società civile e consapevole. E oggi, Avellino ha fatto quel passo.
Marika Remondelli











































