Sturno celebra la tradizione del “Solco Dritto”: verso il riconoscimento nazionale
Sturno (AV) – Con grande partecipazione si è svolto il convegno dedicato alla tracciatura del Solco di San Michele, antichissima usanza agricola e religiosa che affonda le sue radici nella cultura contadina dell’Irpinia. L’iniziativa, ospitata lo scorso 2 ottobre presso l’Auditorium comunale, ha rappresentato un momento decisivo per discutere del futuro di questo rito secolare, oggi candidato all’iscrizione nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico, delle Pratiche Agricole e delle Conoscenze Tradizionali del MASAF.
Il discorso del Sindaco Vito Di Leo
Ad aprire i lavori è stato il Sindaco di Sturno, Vito Di Leo, che ha sottolineato con emozione l’importanza di questo traguardo:
“La tracciatura del Solco Dritto non è soltanto un rito, ma un legame identitario profondo tra la comunità sturnese e la sua storia. Oggi, dopo anni di impegno, possiamo dire di aver raggiunto un obiettivo storico: la candidatura al registro nazionale del Ministero dell’Agricoltura.”
Il primo cittadino ha ringraziato i tracciatori, l’Associazione culturale Il Solco, che quest’anno celebra i 20 anni di attività, e tutti coloro che hanno contribuito alla salvaguardia di questa pratica che unisce sacro e profano.
Una tradizione che unisce comunità e territori
Il Solco Dritto viene tracciato ogni anno in occasione della festa di San Michele Arcangelo, patrono di Sturno. Anticamente realizzato con i buoi, oggi vede l’impiego dei trattori agricoli: squadre di tracciatori partono dai comuni limitrofi (Flumeri, Castelbaronia, Frigento, Ariano Irpino, Melito Irpino) per incidere solchi lunghi fino a 10 km, tutti convergenti verso la chiesa dedicata all’Arcangelo.
Quest’edizione ha visto la presenza di importanti studiosi come il Prof. Michele Sisto e la Prof.ssa Angela Cresta dell’Università del Sannio, oltre agli ispettori del Ministero incaricati di valutare la candidatura.
Premiazioni e riconoscimenti
Nel corso della serata sono stati premiati i tracciatori che hanno realizzato i solchi più dritti, mentre a tutti i partecipanti è stata consegnata una medaglia ricordo come segno di gratitudine per l’impegno nella conservazione della tradizione.
Un patrimonio da tramandare
Il Solco di San Michele, conosciuto anche come Lo Surco re l’Angelo, è molto più di un rito religioso: rappresenta un simbolo di appartenenza che intreccia fede, agricoltura e comunità. Il riconoscimento ministeriale non costituirebbe soltanto un traguardo per Sturno, ma anche un passo significativo per la valorizzazione del patrimonio rurale e culturale dell’Irpinia e dei comuni che ancora oggi mantengono viva questa pratica.
Come ha ricordato il Sindaco Di Leo in chiusura:
“La nostra speranza è che il Solco Dritto venga conosciuto e apprezzato non solo nelle nostre piccole comunità, ma anche a livello nazionale ed europeo, come esempio di identità e memoria collettiva.”
















































