Preatorio di Luigi Pagliuso, tra poesia e memoria: presentazione del libro e intervista all’autore
Bonito, presentazione del libro di Luigi Pagliuso: l’evento e l’intervista all’autore
Bonito (AV) – Un viaggio poetico che affonda le radici nel vernacolo, nella memoria collettiva e nella riflessione morale dell’uomo contemporaneo. Sabato 27 dicembre 2025, alle ore 17.00, presso l’ex Convento Francescano di Bonito, sarà presentato Preatorio, il nuovo libro di Luigi Pagliuso, opera che si inserisce in continuità con ’Nfierno, pubblicato lo scorso anno.
Ispirato alla tradizione dantesca, Preatorio rappresenta il secondo tassello di un percorso poetico che utilizza la lingua del territorio come strumento espressivo e identitario. Al centro dell’opera emergono i sette vizi capitali, declinati attraverso figure simboliche – ladri, falsi, bugiardi, usurai – che restituiscono un ritratto dell’umanità sempre attuale.
Il libro si configura come un viaggio interiore in cui il giudizio assume una duplice dimensione, esterna e interiore, mentre silenzio e attesa diventano elementi fondamentali della conoscenza. I luoghi di Bonito, attraversati poeticamente, non sono semplici sfondi narrativi, ma costituiscono l’ossatura stessa dell’opera.
Gli interventi e i protagonisti della serata
Alla presentazione di Preatorio interverranno, insieme all’autore:
- S.E. Mons. Sergio Melillo, Vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia
- Giuseppe De Pasquale, Sindaco
- Tony Fabrizio, Prefatore
- Franco Di Cecilia, Presidente e Consigliere Provinciale
- Floriana D’Ambrosio, Presidente Rotary Club Avellino Est Centenario a.R. 2025/2026
- Francesco Vitale, Presidente Rotaract Avellino Est a.R. 2025/2026
- Arcangelo Zullo, Segretario Rotary Avellino Est Centenario
- Tullio Principiato, Artista
- Silvio Sallicandro, Editore
Durante l’evento, alcuni passi dell’opera saranno declamati da:
- Alessandro Belmonte
- Marco Vigliotta
- Maria Iolanda Pagliuso
L’accompagnamento musicale al pianoforte sarà affidato al M° Concetta Varricchio, contribuendo a creare un dialogo armonico tra parola, voce e musica.
Un’esperienza culturale e interiore
La presentazione di Preatorio si propone come un’esperienza che va oltre la dimensione letteraria, grazie alla sinergia tra arti diverse e alla scelta di un luogo fortemente simbolico come l’ex Convento Francescano, spazio di profonda spiritualità e raccoglimento.
A raccontare genesi, temi e prospettive future dell’opera è lo stesso autore, Luigi Pagliuso, nell’intervista che segue.
Intervista a Luigi Pagliuso – Preatorio
1. Preatorio è un titolo fortemente simbolico. Come nasce questa scelta e quale significato racchiude?
L’idea nasce per ricordare e tramandare, in forma poetica, il vernacolo di Bonito. Chiaramente ispirata all’opera del Sommo Dante dopo ’Nfierno, pubblicato lo scorso anno, logico prosieguo è il presente Preatorio.
2. Qual è l’idea o l’urgenza che ha dato origine a questo libro?
L’urgenza è quella di custodire e trasmettere, attraverso la poesia, il vernacolo di Bonito.
3. Quali temi attraversano l’opera e in che modo dialogano con il presente?
I temi centrali affrontati sono i 7 vizi capitali i quali rappresentano un sempre vivo presente. Inoltre vengono presi in considerazione ladri, falsi, bugiardi, usurai etc.
4. Quanto c’è di esperienza personale nella scrittura di Preatorio?
Inevitabilmente il tema dei vizi è presente, come essere umano, anche riguardo alla mia esperienza personale.
5. Il linguaggio utilizzato è intenso e ricco di riferimenti simbolici: che rapporto ha con la parola e con la scrittura?
La simbologia è parte integrante del nostro vivere quotidiano. Toccando temi immanenti e, soprattutto, trascendenti il rapporto con parola/scrittura ha un legame indissolubile.
6. Nel libro emerge spesso il tema del giudizio. È un giudizio esterno, interiore o collettivo?
Il giudizio ha sia occhio esterno rappresentato dalla guida, che, con tutti i limiti umani, interiore.
7. Che ruolo hanno il silenzio e l’attesa all’interno della narrazione poetica dell’opera?
Il silenzio e l’attesa giocano un ruolo fondamentale in quanto elementi essenziali per la ricerca e la conoscenza del viaggio stesso.
8. Quanto è importante per lei il contesto dei luoghi, in particolare la presentazione del libro nell’ex Convento Francescano di Bonito?
I luoghi sono la strada maestra dell’opera. Sia in questo testo che nel precedente tutto si sviluppa lungo le strade dell’intero territorio di Bonito. L’ex Convento Francescano, a mio avviso, è il luogo che più di ogni altro rappresenta l’intima comunione con la spiritualità.
9. In che modo il territorio irpino influenza la sua poetica e il suo immaginario?
Sono estremamente legato alla mia terra Irpinia. Da circa 11 anni la vivo a distanza e, forse, è proprio grazie a tale distacco che ne comprendo il viscerale legame.
10. La presentazione sarà arricchita da letture e momenti musicali: che valore attribuisce a questo dialogo tra arti diverse?
Voci e musica formano, con la scrittura, una triade perfetta per trasportare il pubblico in un mondo solo apparentemente esteriore.
11. Che tipo di esperienza si augura di offrire al pubblico che parteciperà all’evento?
Collegandomi alla domanda precedente quell’ “apparentemente esteriore” in effetti è un viatico per un’esperienza fortemente interiore.
12. A quale lettore si rivolge Preatorio e quale atteggiamento richiede a chi si avvicina al libro?
A ogni lettore, nessuno escluso e, per rendere fruibile a tutti il testo, questa volta ho tradotto in lingua ogni terzina. Al lettore è richiesto un approccio di arricchimento personale e di conoscenza storico/linguistica del proprio paese.
13. Crede che oggi la letteratura abbia ancora un ruolo civile e sociale?
Oggi più che mai la letteratura, in tutta la sua complessità, deve avere un ruolo centrale, civile e sociale per evitare che con l’avvento dell’ AI ogni essere umano non perda la sua umanitas.
14. Cosa spera resti al lettore una volta chiusa l’ultima pagina?
La voglia di riaprirne la prima.
15. Dopo Preatorio, sta già lavorando a nuovi progetti letterari?
La strada del “Paraviso” in parte già si è aperta.












































