Gesualdo, festa di San Vincenzo tra richiamo della Curia e “riavvicinamenti” sospetti: il ruolo del sindaco sotto osservazione.
GESUALDO – Altro che clima disteso: sulla festa patronale e sul tradizionale “Volo dell’Angelo” si addensano nuove tensioni, alimentate dal recente intervento della Curia e dalle mosse dell’amministrazione comunale.
Dopo settimane di incontri pubblici e proclami sulla partecipazione, è arrivato un richiamo chiaro da parte dell’autorità ecclesiastica: le feste religiose non sono terreno di improvvisazione né di sperimentazioni discutibili.
Regole precise, contenuti adeguati e rispetto del contesto spirituale restano condizioni imprescindibili. Un messaggio che, secondo molti, suona come una correzione di rotta tutt’altro che casuale. In questo scenario, il sindaco ha dichiarato la propria disponibilità a riallacciare i rapporti con il parroco. Un’apertura che arriva però solo dopo le polemiche e il richiamo della Curia, e che inevitabilmente solleva interrogativi.
C’è infatti chi legge questo tentativo di riavvicinamento non come un gesto spontaneo di distensione, ma come una mossa tardiva e calcolata. Il sospetto, sempre più diffuso tra i cittadini, è che si tratti di un cambio di passo dettato più dalla necessità di rientrare nei ranghi che da una reale volontà di collaborazione.
Del resto, il clima che si è creato attorno all’organizzazione della festa lascia pochi dubbi: la gestione non è stata esente da critiche e il rischio di uno strappo tra Comune e Parrocchia è apparso concreto. Solo ora, con l’intervento della Curia a fare da spartiacque, si tenta di ricucire un rapporto che forse non avrebbe dovuto deteriorarsi.
Resta quindi una domanda sullo sfondo: il riavvicinamento del sindaco è un segnale autentico di responsabilità istituzionale o un tentativo di salvare la situazione dopo essere arrivati troppo oltre? Nel frattempo, la comunità osserva. E attende risposte, non solo dichiarazioni.