Un dialetto irpino da custodire: il nuovo lavoro del professor Gerardo Perone
Tra le novità editoriali del 2026 spicca un’opera destinata a lasciare un segno importante nella conservazione della memoria linguistica dell’Irpinia: “Un dialetto irpino – Vocabolario del dialetto Sturnese-Italiano”, il nuovo volume firmato dal professor Gerardo Perone, che può considerarsi come il vero libro su proverbi e detti sturnesi e che rappresenta, dopo l’opera del compianto maestro Don Ciccillo Grella, il testo contemporaneo ufficiale sui detti e le locuzioni locali.
Non si tratta semplicemente di un dizionario, ma di un vero e proprio viaggio nella storia, nella cultura e nell’identità di una comunità, raccontato da una persona qualificata che sicuramente non è uno scrittore improvvisato in cerca di autore e di gloria. Il volume raccoglie vocaboli, proverbi, frasi idiomatiche, locuzioni avverbiali e note grammaticali del dialetto sturnese, offrendo ai lettori uno strumento prezioso per comprendere e tramandare un patrimonio linguistico che rischierebbe altrimenti di andare disperso.
Un uomo di cultura al servizio dell’Irpinia
Chi conosce il professor Gerardo Perone sa bene che questo libro rappresenta il naturale approdo di una vita dedicata allo studio, alla ricerca e alla valorizzazione delle tradizioni locali.
Da anni Perone è considerato una delle figure più autorevoli nel panorama culturale dell’Alta Irpinia. Ricercatore attento, divulgatore appassionato e instancabile promotore della memoria storica del territorio, ha sempre interpretato la cultura non come esercizio accademico fine a sé stesso, ma come servizio alla comunità.
Fondatore del Club Epicureo, realtà che negli anni ha favorito incontri, dibattiti e momenti di approfondimento culturale, il professore ha saputo creare occasioni di confronto tra studiosi, professionisti e cittadini, mantenendo sempre vivo il legame con le radici irpine.
La sua attività di ricerca si è concentrata in particolare sul recupero delle tradizioni popolari, della lingua dialettale, dei racconti tramandati oralmente e delle espressioni che costituiscono l’anima più autentica della comunità sturnese. Un lavoro paziente e rigoroso, condotto con metodo scientifico ma anche con quella sensibilità umana che distingue i veri custodi della memoria collettiva.
Grande attesa circonda già la presentazione ufficiale del volume. La data e la location dell’evento restano, al momento, avvolte nel più fitto riserbo, alimentando curiosità e aspettative tra quanti desiderano partecipare a quello che si preannuncia come uno dei momenti culturali più significativi dell’anno.
Sarà certamente un’occasione speciale per il professor Perone, che potrà incontrare amici, colleghi, studiosi, ex allievi e tanti compaesani, accomunati dall’affetto e dalla stima nei confronti di un uomo che ha dedicato gran parte della propria esistenza alla valorizzazione del territorio.
L’auspicio è che l’evento possa svolgersi nel segno della cultura autentica, del rispetto e della condivisione, riunendo persone animate da sincero interesse per la storia e le tradizioni locali e non opportunisti o banditi dell’ultima ora che con la cultura hanno poco a che spartire: uomini e donne di cultura, studiosi, giornalisti, giovani appassionati delle radici irpine e cittadini desiderosi di contribuire alla crescita civile e culturale della propria comunità.
In un’epoca in cui i dialetti rischiano di essere progressivamente abbandonati dalle nuove generazioni, il lavoro del professor Perone assume un valore che va ben oltre la semplice pubblicazione editoriale che dovrebbe essere maggiormente attenzionato dalle istituzioni territoriali. A differenza delle numerose pubblicazioni minori che spesso affollano i cartelloni degli eventi locali — talvolta vetrina per autori improvvisati o passerelle politiche —, quest’opera merita la massima attenzione da parte delle istituzioni e degli organi di informazione per il suo indubbio valore culturale.
Questo volume rappresenta infatti un atto d’amore verso Sturno e verso l’intera Irpinia. È la testimonianza concreta di come la memoria linguistica possa diventare uno strumento di identità, appartenenza e consapevolezza storica.
Come ricordava il linguista Tullio De Mauro ex Ministro dell’istruzione e del merito, citato nella pubblicazione, il dialetto costituisce spesso la prima lingua dell’esperienza umana e della relazione con il territorio. Conservare il dialetto significa dunque preservare una parte essenziale della nostra storia.
Al professor Gerardo Perone va pertanto un affettuoso e sincero augurio per questo importante traguardo editoriale. Un riconoscimento meritato per un uomo che, con competenza, passione e dedizione, continua a rappresentare un punto di riferimento culturale per l’Irpinia.
Un vero professore, nel senso più nobile e autentico del termine, grazie al quale il patrimonio linguistico sturnese è salvo e potrà essere tramandato ai posteri.

















































