Il cortocircuito della comunicazione: la mia rettifica su Futuro Nazionale e la palude dei social

di Massimiliano Finamore

Un semplice granello di sabbia nell’ingranaggio dell’informazione locale è bastato a scatenare un effetto domino di proporzioni grottesche. La pubblicazione di un precedente articolo su Irpinianews, riguardante il direttivo di Futuro Nazionale in Alta Irpinia, conteneva un’inesattezza formale: la mia qualifica veniva indicata come dirigenziale anziché tecnica. Da questa premessa discende, come naturale atto di trasparenza deontologica, la necessità di questa mia rettifica: nel movimento guidato dal generale Vannacci io rivesto esclusivamente il ruolo di Addetto Stampa del Circolo di Sant’Angelo dei Lombardi guidato dal Dr. Rosario Rocco Del Priore e non di dirigente. Tuttavia, nell’ecosistema degradato dei social network, ogni azione genera una reazione uguale e contraria, spesso priva di gravità intellettuale. La precisazione formale è stata immediatamente cannibalizzata dai soliti “leoni da tastiera”, i quali hanno intravisto nella spaccatura nominale il pretesto ideale per riversare le proprie frustrazioni sistemiche. Abbiamo assistito alla coreografia standard del risentimento digitale: una gogna orchestrata da figure polverose – vecchie glorie da cortile “pittate a giorno” per l’occasione – seguite a ruota da una claque di professionisti del sussidio, radical chic orfani di identità e persino “giornalai” di ritorno, misteriosamente resuscitati da un grasso miracolo e dall’intelligenza artificiale, che ha trasformato lenti esecutori in fulminei cinici della tastiera. Un attacco al vetriolo che, per logica conseguenza, si arena contro la diga della nostra totale autonomia e indipendenza. Chi è abituato a guadagnarsi il pane quotidiano rimboccandosi le maniche, operando nel concreto per inserire i giovani nel mondo del lavoro, possiede anticorpi solidi contro i veleni dell’invidia. Non subiamo il fascino indiscreto del “lecca-lecca elettorale”, quel trasformismo politico di chi cambia casacca a ogni stormir di fronde pur di sbarcare il lunario, mascherando dietro lo schermo dei social una mediocrità culturale fatta di lauree mai conseguite e nostalgie da “primo Medioevo” Ovviamente per quando concerne le ingiurie che attendono alla moralità ed alla professionalità personale, i miei legali stanno già operando per verificare gli scritti di qualche avventato frequentatore di facebook, per valutare se ci sono gli elementi previsti dalla Corte di Cassazione per una denuncia di diffamazione a mezzo stampa  anche senza aver nominato il diffamato. La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha infatti stabilito che il reato sussiste ogni volta che il soggetto diffamato risulta chiaramente individuabile. Questo accade quando l’insieme degli elementi ingiuriosi, i riferimenti personali, temporali e le circostanze narrate permettono a chi legge di risalire con certezza alla sua identità. Abbiamo raccolto gli screenshot pubblici riportati su facebook per avviare la denuncia nei confronti di queste persone e stiamo raccogliendo le testimonianze di colleghe giornaliste e di altre persone alle quali sono state riferite parole gravi, ingiuriose e lesive nei confronti della mia persona. In questo caso avendo percepito l’offesa in tempi diversi, procederemo con una denuncia per reato di diffamazione (art. 595 del Codice Penale) e successivamente per ottenere un indennizzo economico per danno morale e all’immagine.  Sul piano strettamente politico, l’aggressione subita svela una dinamica più profonda e preoccupante. L’intolleranza ideologica, presumibilmente riconducibile a frange oltranziste e centri sociali rimasti all’età della pietra del marxismo-leninismo, dimostra come il dissenso non si traduca più in un civile confronto democratico su temi cruciali – quali sicurezza, immigrazione, sanità ed economia – ma nell’uso di un “macete virtuale” volto a silenziare chiunque legittimamente guardi a destra. C’è tuttavia un secondo livello di conseguenze che mi impone una severa riflessione interna. La mia iniziale disponibilità a prestare l’opera professionale, a titolo del tutto gratuito, per il Comitato Costituente di Sant’Angelo dei Lombardi, è nata esclusivamente come naturale estensione di un vincolo di profonda stima e fraterna amicizia verso il Dr. Rosario Del Priore. Parliamo di un manager internazionale dal profilo cristallino, un perfetto gentleman poliglotta capace di dare lustro e respiro europeo al territorio irpino. Ma se l’adesione a un progetto è mossa dal valore delle persone, la qualità della gestione strutturale ne determina inevitabilmente la tenuta. Ed è qui che l’ingranaggio di Futuro Nazionale mostra le sue crepe più vistose. La macchina comunicativa centrale, durante la due giorni della Costituente romana, ha brillato per totale improvvisazione e protervia. I responsabili dell’ufficio stampa capitolino, ignorando l’ABC delle relazioni pubbliche, hanno gestito gli accrediti con un’arroganza burocratica inaccettabile, negando risposte e pass a testate giornalistiche nazionali storicamente accreditate e abituate a interloquire con i più alti livelli istituzionali del Paese. Una sordità che si spinge fino al silenzio tombale davanti a PEC ufficiali inviate per fare luce su tessere associative pagate e mai recapitate. Caro Generale Vannacci, pur condividendo alcune delle tesi di fondo già tracciate nel volume Il Mondo al contrario, è mio dovere ricordarle una massima aurea: la sua politica non può prescindere da tre pilastri fondamentali, ovvero Educazione, Rispetto e Civiltà. Se le premesse di un movimento sovranista intendono scardinare il sistema, i suoi colonnelli della comunicazione non dovrebbero dimenticare che la prima regola per governare il caos è saper rispondere al telefono. Al momento, purtroppo, i suoi uomini dimostrano di non sapere nemmeno dove l’educazione istituzionale sia di casa.

Seguono articolo rettificato e nota di rettifica del Dr. Massimiliano Finamore:

https://www.irpinianews.it/futuro-nazionale-grottaminarda-prima-riunione-direttivo-alta-irpinia/

https://www.irpinianews.it/futuro-nazionale-massimiliano-finamore-e-addetto-stampa-non-dirigente/