“Lo scandalo di Cambridge Analitica non è altro che la punta dell’Iceberg”. Livio Varriale, digital blogger e autore del volume la Prigione dell’Umanità dal Deep web al 4.0 le nuove carceri digitali, non è affatto sorpreso dallo scandalo privacy che ha colpito Facebook.

“Oramai è un anno che denuncio la costante violazione della privacy da parte di Facebook e società simili. Un aspetto davvero irritante se pensiamo che i nostri dati sono estrapolati da molto tempo senza che noi ne siamo consapevoli. Un servizio gratis, che prende quanto c’è di più prezioso: le nostre abitudini, condizioni sociali e familiari, vizi e virtù. Senza contare il fatto che ci propina pubblicità in continuazione sulla base dei dati acquisiti”

Quello che stupisce ancora di più Livio Varriale è il fatto che questa situazione venga circoscritta a Trump ed alla Brexit. “E’ davvero fuori luogo contestualizzare questa violazione della privacy ad un favoritismo nei confronti di Trump o della Brexit. Queste cose accadevano prim’ancora degli eventi citati, ma nessuno ha mai detto niente. Si sta facendo molto rumore perché è palese che gli antagonisti di Trump e dell’ideologia identitaria le stanno provando tutte per rientrare in carreggiata”.

“Per quanto riguarda Facebook” conclude Varriale “c’è molto da fare come denuncio da sempre. La manipolazione mentale è un esperimento che è stato già fatto in quel di Palo Alto così come sappiamo che al social network fa comodo il 30 per cento di iscritti falsi e che gli hacker agiscono indisturbati e sono i migliori consulenti di marketing dei politici e delle aziende così come denuncio da tempo sul mio canale You Tubehttps://www.youtube.com/channel/UCZ9yZFrvFJvrKZEAwNtJ24A?