I vini irpini sono presenti sulle tavole di tutto il mondo, i tre docg, il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo e il Taurasi, costituiscono delle vere perle della nostra produzione, ovunque apprezzati. Anche quest’anno le condizioni climatiche hanno reso problematico il lavoro dei maestri vignaioli. Il rito della vendemmia si è ripetuto un po’ anticipato rispetto al solito a causa del forte caldo e della siccità. Abbiamo chiesto ad un esperto Angelo Barrasso, enologo presso l’azienda agricola di famiglia “Luciano Barrasso” con sede a Taurasi, un parere sull’andamento della vendemmia e sulla qualità dei vini.
Le condizioni atmosferiche hanno influenzato anche quest’anno nella maturazione e nella raccolta delle uve, come sono andate le cose?
“La produzione vitivinicola viene sempre influenzata dalle condizioni meteorologiche. In particolare, quest’anno, dal punto di vista del clima, ha presentato diverse complessità che hanno portato tutti i produttori ad affrontare questa vendemmia con molta attenzione. Nell’aprile scorso, infatti, gran parte dei vigneti della nostra provincia sono stati interessati da alcune gelate che, inevitabilmente, hanno avuto effetti negativi sulla quantità di uva disponibile. Parliamo di una riduzione della materia prima di circa il trenta per cento. D’altro canto, però, l’estate particolarmente calda e poco piovosa, ha consentito una buona maturazione dell’uva”.
La qualità dei vini come prevedibilmente sarà?
“In sostanza, la provincia di Avellino, quest’anno si ritrova a mettere in bottiglia un ottimo prodotto, seppure in quantità ridotte rispetto agli anni precedenti. Ci troviamo di fronte a vini particolarmente corposi, di elevata gradazione alcolica e fortemente profumati. Infine, grazie alle escursioni termiche che hanno caratterizzato i giorni precedenti la vendemmia, è stato possibile mantenere una sufficiente acidità che consente un buon invecchiamento”.
Il settore, dopo qualche anno di crisi, ritiene che sia in ripresa?
“Da alcuni anni a questa parte registriamo un rinnovato interesse nei confronti della produzione vitivinicola, intesa anche come volano per il rilancio del turismo territoriale. Da questo punto vista la Campania è ancora un po’ indietro, ma, se guardiamo ad altre realtà, come per esempio la Toscana, appare chiaro che sta prendendo piede una forma di turismo, cosiddetto enologico, che sta coinvolgendo molte persone. Questa attenzione è accompagnata anche da una crescente competenza dei consumatori che si avvicinano alle degustazioni con maggiore consapevolezza”.
Sarà presente al prossimo Vinitaly? Costituisce una vetrina unica per i nostri prodotti?
“ Anche nel 2018 saremo presenti al Vinitaly. È innegabile che si tratta della più importante vetrina nazionale del settore in cui i produttori possono confrontarsi con gli esperti del settore. Nel corso dell’edizione di quest’anno, per quanto ci riguarda, abbiamo avuto modo di presentare l’ultimo nato della nostra cantina, un Fiano di Avellino, chiamato Ida, prodotto per festeggiare i 15 anni dell’azienda, che si è andato ad affiancare alla nostra tradizionale produzione di vini rossi (Aglianico e Taurasi)”.
Infine, c’è un obiettivo che, a breve, intende realizzare nella sua azienda, nella gamma dei vini?
“Come detto il 2017 ha rappresentato l’anno della nostra prima vinificazione in bianco. Allo stato, dunque, puntiamo a confermare i positivi risultati già ottenuti con i rossi ed a spingere la novità del Fiano di Avellino. Non è da escludere che si possa ampliare ulteriormente la gamma con l’aggiunta di un blend”.














































