La GM ha ceduto. Anche la GM, si è convertita al motore elettrico

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La GM ha ceduto. Anche la GM, si è convertita al motore elettrico
Entro il 2035 la GM cesserà la vendita di auto a benzina e diesel in tutto il mondo, compreso SUV e pick-up. La GM la casa automobilistica più conservatrice americana, ha deciso nonostante le resistenze interne a spostare la sua produzione verso l’auto elettrica. Rispetto ad altre case automobilistiche è in netto ritardo, per recuperare il gap ha assunto numerosi ingegneri elettronici per progettare i motori che alimenteranno i prossimi veicoli che usciranno dalle linee di montaggio.
Il futuro del trasporto sarà ecologico ed ecosostenibile. Le auto elettriche che GM intende sfornare nel prossimo futuro saranno performanti quanto le auto a combustione. Queste ultime saranno sostituite da auto con emissione pari a zero.
La GM ha già in progettazione nuovi modelli a trazione elettrica, i primi ad uscire sul mercato saranno i SUV a cui seguiranno pick-up e le automobili classiche. L’utente GM è conservatore, bisogna convincerlo della bontà del veicolo elettrico. Il colosso americano GM ha inserito tra le sue priorità la riduzione del gas serra responsabile delle mutazioni climatiche. L’impegno della GM è l’emissione zero da tutte le vetture di prossima produzione. Alla GM non è stato facile questa transizione. Sono oltre 100 anni che la GM produce motori a combustione economici, efficienti e di grande affidabilità. I nuovi motori e le relative batterie faranno lievitare i costi delle autovetture GM che non saranno più national popolari. Il gruppo americano GM copre un segmento della società americana, la classe media, che fa uso della vettura principalmente per il lavoro e per le gite fuori porta. I manager della GM guardano ad un futuro di ripresa post-pandemica, gli scenari  promettono bene e si aprirà un ventaglio di opportunità economiche, a cui GM non vuole farsi trovare impreparata nonostante la difficoltà che attraversa il comparto industriale americano. L’alimentazione ad idrocarburi ormai è il passato e GM con ritardo lo ha capito. Ma il futuro post-pandemico è tutto da riscrivere, ancora non è chiaro come si evolverà il lavoro del domani, se si tornerà alla vecchia maniera oppure si continuerà a lavorare in smart-working. Sociologi e ambientalisti sono favorevoli a proseguire con questa modalità ne giova l’ambiente e la salute.
Sarà da riscrivere sicuramente un nuovo Welfare adeguato alle società del prossimo futuro.
Maurizio Compagnone
Analista