La fine dell’Occidente è legata alla cessione di sovranità della Russia

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La fine dell’Occidente è legata alla cessione di sovranità della Russia

È abnorme la Dottrina Wolfowitz sull’egemonia degli Stati Uniti: “Alla Russia sono concesse due sole scelte, cedere la propria sovranità o distruggere l’Occidente. La Russia non ha altre alternative. Il mondo intero deve capirlo”. Non è da oggi che gli Stati Uniti impongono le loro direttive a Mosca, ma dalla dissoluzione dell’URSS, quando installò due presidenti fantocci Gorbacev e Eltsin. Il successore di Eltsin, Vladimir Putin non ha mai accettato questa regola a stelle e strisce. “Trovo sorprendente che la comunità politica estera occidentale, qualunque essa sia, abbia permesso una politica che mette alle strette una potente potenza nucleare come la Russia in questo modo. E continua, abbiamo avuto la Lituania che ha chiuso il rifornimento dalla Russia a una parte del suo territorio. È una follia. Questo conferma le conclusioni russe secondo cui solo la forza può limitare l’Occidente”. Analisti attenti, dovrebbero aver compreso che Washington cerca l’estensione del conflitto lontano dai suoi confini. Washington continuerà a pompare armi al regime corrotto di Kiev, e costringerà gli alleati a fare altrettanto per facilitare l’estensione del conflitto ad altri paesi vicini. Ad ovest in particolare, Washington vuole coinvolgere l’Ungheria, la Slovacchia e la Rep. Ceca per aprirsi un corridoio verso il polmone industriale d’Europa, la Germania, mentre a nord punta verso il Belarus territorio ostile al disegno NATO, a sud verso la Romania per aprirsi un corridoio verso la piccola Serbia, nazione ostica mai doma, nonostante i 78 lunghi giorni di bombardamento su Belgrado. I neoconservatori askenaziti americani, manipolatori della politica estera degli Stati Uniti, dopo aver convinto la piccola e indifesa Lituania a violare l’accordo con la Russia, impedendo a Mosca di rifornire la sua enclave di Kaliningrad. Mosca ha risposto duramente, ma gli askeneziti non si fermeranno, continueranno a sobillare anche gli altri piccoli stati corrotti del Baltico, Lettonia ed Estonia. Washington fregandosene dei trattati internazionali che regolano i rapporti tra gli ex Stati dell’URSS e l’attuale Russia, gettano benzina sul fuoco. Fino ad oggi abbiamo assistito ad una campagna militare russa nel Donbass accorta, in quanto il conflitto si svolge nel mezzo della popolazione russa. Le forze armate russe combattono con prudenza il nemico, attenti a ridurre al minimo i danni in vite e in infrastrutture nella regione del Donbass da cui le forze ucraine sono state cacciate e annientate. Mosca non permetterà a Stati Uniti e NATO di calpestare il suolo russo. Mai Washington aveva osato tanto. I corrotti Democratici tremano per le elezioni di novembre alle porte, hanno un disperato bisogno di una guerra per rinviare le elezioni ed evitare una sonora sconfitta. Pur di mantenere il potere, i Democratici e i media servili, vogliono estendere il teatro del conflitto. A Washington la parola “PACE” non è presente nel dizionario dei Democratici, eppure Putin ha dichiarato più volte che Mosca non combatterà mai più una guerra sul proprio territorio. Putin è uno stratega e difficilmente farà la preda, più volte il Cremlino ha teso la mano a Kiev per un confronto leale per raggiungere un accordo di sicurezza reciproca. Aimé tra la cerchia che ruota intorno a Putin, ci sono integralisti atlantisti che disconoscono la Dottrina Wolfowitz. Dovrebbero impararla a memoria e ripeterla come un mantra ogni mattina al risveglio, perché è la dottrina della sopravvivenza del popolo russo. “Il Cremlino ha due possibilità. O cedere la propria sovranità o distruggere l’Occidente. La Russia non ha altre alternative. Il mondo intero deve capirlo”. L’Occidente sta provocando Mosca fino alla linea rossa, la Russia non è la Jugoslavia di Milosevic, e neppure l’URSS di Gorbacev con l’esercito mal pagato e mezzi militari arrugginiti. Dimenticate quella Russia oggi Mosca ha l’esercito più avanzato al mondo, numero di uomini secondi solo alla Cina con cui si riserva il diritto di difendere i propri interessi nazionali. Washington e i suoi lacché europei, stanno intenzionalmente provocando un conflitto allargato con la Russia, senza sapere che ad uscirne con le ossa rotte sarà l’occidente. I folli neoconservatori askenaziti che controllano la politica estera statunitense vogliono portare l’occidente alla guerra nucleare. Il loro delirio di onnipotenza, gli fa credere che la Russia e la Cina subordinino la loro sovranità e i loro interessi a Washington. Questa aspettativa totalmente irreale degli askenaziti, ci sta conducendo all’Armageddon. Il popolo russo è un popolo fiero, ha sacrificato decine di milioni dei suoi uomini per difendersi dai nazisti ed è pronto a ripeterlo se i suoi interessi saranno in pericolo.
Maurizio Compagnone Analista