La Campania riscrive la sua sanità oncologica: il modello ROC conquista l’Italia
Dai margini alla vetta: la Campania ribalta la narrazione sulla sanità oncologica regionale. Un’indagine condotta da Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, ha certificato il numero miglioramento significativo della Rete Oncologica Campana (ROC), che oggi si colloca ai primi posti a livello nazionale per qualità delle cure e coordinamento assistenziale. Nel passato, la regione ha vissuto una forte mobilità sanitaria: migliaia di pazienti affetti da patologie tumorali si rivolgevano a strutture fuori regione, in cerca di percorsi di cura più strutturati. Questo fenomeno, noto come migrazione sanitaria, ha inciso profondamente sulle vite dei cittadini e sulle casse pubbliche. Secondo il report ufficiale, la tendenza si sta finalmente invertendo. La Campania ha potenziato le modalità di presa in carico, garantendo cure tempestive e coordinate direttamente sul territorio. Il merito va alla capillarità della rete ROC, basata su decine di Gruppi Oncologici Multidisciplinari, che coinvolgono ospedali, ASL e medici di base in un sistema condiviso. L’approccio è centrato sul paziente, grazie anche all’uso di strumenti digitali innovativi come la piattaforma CICERO, che facilita il dialogo continuo tra professionisti sanitari. Lo studio evidenzia anche come sempre più pazienti scelgano di curarsi nella propria regione, affidandosi a un’organizzazione che ha saputo rafforzarsi, integrarsi e superare le difficoltà storiche. Non si tratta solo di numeri, ma di un cambiamento culturale, che ha rimesso al centro la fiducia nel sistema sanitario locale. Il modello campano, a detta di Agenas, è ora sotto osservazione da parte di altre regioni italiane interessate a replicarne le soluzioni organizzative. Calabria, Puglia, Sicilia, Basilicata e Lazio stanno valutando un’adozione parziale o integrale dell’approccio ROC, segno di una trasformazione che non si ferma ai confini geografici. La Campania, territorio complesso e popoloso, affronta ancora sfide legate alla prevenzione e alla mortalità oncologica. Ma i risultati dell’indagine aprono uno spiraglio concreto verso una sanità più equa, vicina e competente.Ma i risultati dell’indagine aprono uno spiraglio concreto verso una sanità più equa, vicina e competente.
Marika Remondelli












































