La testimonianza
Generoso Ciampa: “Parlo di sicurezza stradale ai giovani, ma è fiato sprecato”
di Barbara Ciarcia
Generoso Ciampa è un padre ancora giovane marchiato dall’ergastolo di un dolore innaturale: la perdita di Roy, il suo unico figlio poco più che ventenne. Prima ancora che una sciagura stradale, avvenuta l’estate scorsa lungo via Nazionale al Passo di Mirabella Eclano, gli portasse via Roy insieme ad altri tre giovanissimi amici, Generoso girava le scuole irpine per sensibilizzare i ragazzi sul valore della vita e il rispetto delle regole quando si guida un veicolo. E si era fatto anche promotore, qualche anno addietro, della realizzazione di un monumento per ricordare tutte le vittime della strada alle porte di Grottaminarda. Un sacrario che non passa inosservato. La sua personale campagna sulla sicurezza stradale è divenuta una ragione esistenziale dopo lo schianto fatale che ha commosso l’Italia intera costato la vita a Francesco Di Chiara, Roy Ciampa, Mattia Ciminera e Bilal Boussadra. “Ho creduto fortemente in questo progetto avviato proprio per educare bambini e ragazzi ad aver più rispetto della vita e delle regole quando si è al volante- ha affermato Generoso Ciampa, biker con la passione per la Ducati trasmessa al figlio Roy-, ma mi sto rendendo sempre più conto che è fiato sprecato, perché i giovani non ti ascoltano, pensano a tutt’altro. Negli ultimi tempi sono rimasto assai deluso dall’apatia e dalla indifferenza che mostrano verso queste tematiche. Nelle scuole dove sono stato invitato ho raccolto reazioni tiepide al messaggio che porto in giro già da alcuni anni per mettere in guardia i giovani sui rischi che si corrono quando si è in sella o quando si guida un’auto potente e magari non si è lucidi”. Il destino ha teso una trappola proprio a chi come Generoso crede nella prevenzione nella prudenza e nella responsabilità alla guida. La stessa convinzione da centauro rodato, e profondo conoscitore delle insidie dell’asfalto, aveva contagiato molto presto pure Roy che lo accompagnava spesso negli incontri con le scolaresche prima che la sorte lo tradisse. Ma il paladino della sicurezza stradale non si è affatto arreso, e in nome del figlio ha continuato a parlare ai ragazzi a tenere incontri negli istituti scolastici irpini anche della sua drammatica esperienza di padre privato di un figlio in una maledetta notte d’estate. “Confesso di essere rimasto molto colpito dal menefreghismo e dalla superficialità degli studenti quando ne parlo come monito – ha esclamato Generoso Ciampa -, e come testimonianza purtroppo vissuta sulla mia pelle. Ho registrato, soprattutto negli incontri tenuti di recente, un distacco verso queste tematiche come se a loro non interessasse affatto. Sono presi d’altro e non dagli insegnamenti e dai consigli di buon senso di chi ha esperienza. Lo dico con rammarico da genitore che ha perso un figlio e da attivista impegnato a divulgare nozioni di guida sicura e di sicurezza stradale proprio ai giovanissimi”. Spericolati, e anche indifferenti. I moniti di Generoso sono impattati contro il muro di gomma di una generazione sensibile in apparenza ma distratta dai social. Una generazione che pensa più ai like che alla sicurezza su strada. Generoso sta valutando seriamente di lasciar perdere alla luce dei riscontri infelici registrati nei vari appuntamenti nelle scuole d’Irpinia. “Se parli dei social sono attenti – conclude il padre di Roy, il più giovane presidente d’Italia di un club Ducati-. Se parli della vita del rispetto di sè e degli altri, delle regole di civile convivenza e di sicurezza stradale, ebbene, loro non ti ascoltano affatto. E’ davvero mortificante. Realizzi che abbiamo fallito come società”.











































