Il Comune di Moschiano (provincia di Avellino) ha approvato l’Ordinanza sindacale n. 24/2025, pubblicata all’Albo Pretorio online (n. 215/2025), che vieta in modo assoluto la somministrazione di alimenti ed acqua a tutti gli animali randagi o selvatici presenti sul territorio comunale, anche se mossi da intenti umanitari. In caso di violazione sono previste sanzioni fino a 500 € per trasgressore.
🐾 Le disposizioni dell’ordinanza
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È vietato somministrare qualsiasi tipo di cibo, compreso quello di supporto veterinario, a cani, gatti e volatili randagi in aree pubbliche o aperte al pubblico.
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La misura è giustificata dall’Amministrazione come intervento anti‑degrado urbano, ed è stata emanata senza deroghe.
Opposizione e reazioni
I consiglieri della lista “Moschiano prima di tutto” – in particolare Angelo Iovino – hanno criticato duramente il provvedimento. Secondo loro, l’ordinanza contravverrebbe alla Legge quadro 281/1991, che impone ai Comuni di promuovere la tutela degli animali randagi attraverso attività come sterilizzazione, accoglienza in strutture e gestione delle colonie feline in collaborazione con le ASL e le associazioni animaliste.
I rappresentanti dell’opposizione sostengono che:
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Il divieto assoluto rischia di privare gli animali di assistenza, peggiorando la loro sofferenza.
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Misure alternative, come zone di alimentazione autorizzate, campagne di sterilizzazione e coinvolgimento del volontariato, sarebbero più efficaci e rispettose del benessere animale.
Il quadro normativo: cosa dice la legge
La legge 14 agosto 1991, n. 281, stabilisce la necessità di una gestione del randagismo basata su sterilizzazione, controllo nascite, riconoscimenti delle colonie feline e cooperazione con le strutture veterinarie.
Diversi orientamenti giurisprudenziali – tra cui una sentenza del TAR Puglia (sez. Bari, n. 1078/2018) – hanno ritenuto illegittimi i divieti assoluti di dare da mangiare ai randagi, laddove non sia dimostrata l’urgenza o reali problemi igienico‑sanitari. In tali casi, il divieto può configurare un eccesso di potere, in contrasto con la normativa nazionale.
🧭 Analisi finale
Il Comune di Moschiano ha adottato un approccio molto rigido, fondato su un principio di decoro urbano e prevenzione del degrado. Tuttavia, l’ordinanza, così formulata — con sanzioni severe e senza eccezioni — entra in tensione con la normativa vigente e con l’orientamento giurisprudenziale che tutela l’alimentazione controllata in casi di necessità.
Resta da vedere se l’Amministrazione deciderà di rivedere la misura, introducendo meccanismi più equilibrati e collaborativi: come proposto dall’opposizione, l’istituzione di aree di alimentazione controllata, la sterilizzazione programmata, ed il coinvolgimento di volontari e associazioni potrebbero rappresentare soluzioni più sostenibili ed efficaci.

















































