Ognuno di noi, alzando gli occhi al cielo in una notte serena e vedendo tutte quelle luci nella volta celeste si è domandato: “Da dove viene tutta questa meraviglia che ci circonda?” E il sentimento che prova è meraviglia mista a stupore.

È la domanda atavica che si sono poste anche le generazioni che ci hanno preceduto e che si porranno quelle che ci seguiranno. Per le prime i saggi antichi hanno dato delle risposte mitologiche e fantasiose, per le seconde non c’è spazio per queste storie perché la scienza oggi è in grado di spiegare da dove vengono quelle luci, da dove veniamo noi e da dove viene l’intero Universo, rivoluzionando tutti i vecchi racconti delle origini.

Dal 2012, con la scoperta del bosone di Higgs, i libri di fisica vanno riscritti, perché la scienza ci dice come si è formata la materia che vediamo intorno fin dai primi istanti dell’Universo, cioè 13 miliardi e 800 milioni di anni fa.

Questo comporta trasformazioni profonde che riguardano il modo di vedere la nostra vita e di considerare la stessa da un’altra prospettiva: quella cosmica. Perciò il racconto delle origini fatto dalla scienza moderna deve essere conosciuto quanto prima da ognuno di noi: perché saremo tutti chiamati a decidere il destino della nostra specie. E, perché ciò avvenga in maniera cosciente, abbiamo bisogno di sapere da dove veniamo, chi siamo, dove stiamo andando e in quale gigantesco Universo viviamo. Abbiamo bisogno di conoscere la storia delle nostre origini, perché è sul racconto delle origini che si tiene ben salda una società.

La scienza moderna ci dà un nuovo racconto delle origini. Un racconto che non ha perso poesia, anzi: un Universo nato dal vuoto, ordinato dal caso, regolato da leggi invisibili, e capace di generare la vita, la coscienza e la meraviglia, supera la più fervida immaginazione hollywoodiana.

Capire tutto questo significa celebrare l’intelligenza umana, il nostro bisogno di sapere e la bellezza profonda dell’essere parte di un cosmo così straordinario. Un tempo ci pensavamo al centro dell’Universo. Oggi sappiamo di essere una fragile meteora nel buio immenso. Ma forse, proprio per questo, ancora più preziosa.