Vittoria storica dei docenti precari: la carta del docente non è più un privilegio di pochi.

Svolta eccezionale nella battaglia portata avanti da numerosi precari: le recenti sentenze di merito, emesse in seguito ai ricorsi presentati dallo Studio Legale Piscitelli&Partners di Benevento, sono unanimi nello statuire che anche i docenti con contratti a termine, compresi quelli con supplenze brevi, hanno diritto al riconoscimento del “bonus” carta docente.
Un risultato che ribalta anni di esclusione e discriminazione: da sempre, uno degli aspetti più controversi del sistema scolastico è stato il trattamento differenziato tra docenti “di ruolo” e docenti ” precari ”. Mentre il primo gruppo poteva beneficiare del bonus annuale di € 500,00, ai precari con contratto a termine, specie a quelli con contratti al 30 giugno, veniva precluso l’accesso al beneficio di cui alla carta del docente, nonostante le responsabilità e i compiti fossero identici.
Questa disparità si è tradotta in un danno concreto per coloro che insegnano con incarichi temporanei: essi hanno dovuto rinunciare a strumenti per aggiornarsi a danno della didattica, incidendo ciò sulla qualità dell’insegnamento e sulla dignità professionale. “Finalmente tutti sono stati posti sullo stesso livello”, ha commentato l’avvocato Vincenzo Piscitelli del foro beneventano “e, coloro che finora sono stati discriminati, hanno la possibilità di recuperare gli importi fino a 5 anni precedenti.
Il mio studio, ha continuato il legale, da tempo patrocina i ricorsi per l’ottenimento del beneficio “carta docente”; di recente, non solo i Giudici beneventani, ma anche i Tribunali di Nocera, di Foggia, Roma e di Salerno, si sono orientati favorevolmente al riconoscimento del beneficio di cui alla carta docente.
Questo è un risultato soddisfacente e la mia disponibilità alla tutela dei diritti dei precari è sempre piena e incondizionata; non si tratta solo di un ” bonus ” in più, bensì di af ermare un principio di dignità, equità e coerenza sociale. La scuola non può funzionare su due livelli dif erenti, i precari meritano gli stessi strumenti e le stesse opportunità di formazione”. Pertanto, tutti gli interessati che ancora non hanno provveduto ad attivarsi per il riconoscimento del bonus, possono farlo al fine di ottenere la tutela di un loro legittimo diritto finora negato.