Sorprese e … attese aspettando il 2026 di Nicola Prebenna
Forse l’atteggiamento migliore rispetto al futuro, al nuovo anno, è quello del passeggere leopardiano. Pur avendo chiaro che la vita si dipana tra illusioni e soprattutto delusioni, alla fine potrebbe valere la scommessa: chissà, non si sa mai, proviamo!
La storia, anche recente, ci squaderna scenari tristi, fenomeni contrastanti, fatti di lutti, tragedie e conquiste significative della mente umana. Luci e ombre, bene e male, positivo e negativo, le eterne categorie che regolano le alterne vicende umane. E l’anno che sta per chiudersi ne è la testimonianza evidente.
Con la fine del secondo conflitto mondiale, sembrava che il mondo stesse per inaugurare una stagione di pace: pia illusione! Il sogno di dominio mutava pelle ma persisteva e si irrobustiva, mentre conati di rinnovamento s’aprivano varchi e disegnavano scenari nuovi.
Il presente ci restituisce un’Europa con una guerra di anni sul suo territorio, guerre lunghe e sanguinose in Africa, il Medio Oriente in preda a furori di dominio, coltivati sulle ceneri di propositi di pace. L’America Latina sempre in equilibrio instabile tra progresso per pochi e istanze rivoluzionarie per i molti.
Il continente asiatico è aggrovigliato su competizioni tra stati, rivendicazioni territoriali che esplodono da un momento all’altro, su contrasti che durano nel tempo e sempre sul punto di deflagrare.
In questo quadro che ispira poca fiducia per l’immediato futuro si innestano figure di primo piano nel panorama geopolitico che risaltano o per la loro testardaggine o per la loro volubilità.
Il pessimismo ha le porte spalancate: dobbiamo rassegnarci? Pensiamo di no, e riteniamo di ancorare le attese di minori prospettive negative affidandoci a messaggi positivi. E questi hanno oggi un autorevole punto di riferimento, il papa Leone XIV.
Non dispone di armate, ne propone lo scioglimento, insiste permanentemente sul bisogno e sulla ricerca della pace, e silenziosamente si adopera perché sia pure lentamente la si conquisti.
Altri uomini di buona volontà si adoperano congiuntamente e dispensano semi di speranza, che auspichiamo che diventino occasione di ravvedimento e inversione di tendenza. Occorre moltiplicare gli sforzi, le iniziative. Se alcuni traguardi, conquiste, saranno raggiunti nel corso dell’anno che viene, non tutto è perduto, e forse il passeggere leopardiano poteva non avere tutti i torti!












































