Grottaminarda – Il centro storico della cittadina ufitana è un piccolo gioiello che,nonostante quel poco che sia rimasto, conserva l’anima di una volta. Più volte, la Fratta,è stata oggetto di discussione:in piazza,nei consigli comunali,nei dibattiti. Ed è rimasta sempre nel cuore di Amar Cheriet,il pittore algerino scomparso da poco meno di un anno, che ne fece il set nei suoi quadri fin dagli anni 70 del secolo scorso.

La parte vecchia di questa nuova cittadina, che ha una imponente piazza centrale che non sembra avere identità, comprende anche il Macchio,il suo polmone verde che ancora vive allo stato selvaggio.
Il Comune di Grottaminarda, comunque, avrebbe perso un’altra occasione per prendere in mano la situazione e decidere cosa si vuole fare di quei posti meravigliosi. Anche se, forse, adesso è troppo tardi perché manca un anno alle prossime elezioni amministrative.Quella della Fratta è del Macchio sarà una patata bollente che passerà alla prossima maggioranza.
Sono stati presentati cinque progetti sul recupero e adeguamento degli uffici comunali nel centro storico da destinarsi ad attività culturali e sociali,il cui importo è di 2 milioni e 225 mila euro. Ma il Ministero dell’Interno li ha respinti al mittente. Mentre altri Comuni della provincia,vedi Chiusano San Domenico, sono stati ammessi.
Intanto continuano i botta e risposta tra la maggioranza e l’opposizione:quest’ultima, attraverso il capogruppo di Grotta nel Cuore,Giovanni Romano,ribadisce la propria posizione:”Il paese ha bisogno di unità-dice-e la politica insegna che è l’arte del possibile. Mettiamo al bando,se si vuole crescere,veti e pregiudizi”. Parole dettate dal fatto che le elezioni sono vicine. Infatti continua:”Riteniamo che occorra un atto di responsabilità e solidarietà per risollevare le sorti di Grottaminarda. Noi non avremo pregiudiziali nei confronti di nessuno”. Dall’altra parte, il coordinatore del Gallo ed ex sindaco Giovanni Ianniciello, aveva avuto modo di dire che “siamo pronti è disponibili non ad un riciclaggio di squadra ma ad un confronto progettuale sapendo che siamo noi i soggetti aggreganti è non aggregabili”.

Giancarlo Vitale