2021 Senza botti

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Guardando al futuro!
Che si rispetti la tradizione va bene. Che la buona volontà e i buoni auspici diano risultati positivi è un altro discorso. E’ normale che al termine di un anno ogni persona, ogni impresa, ogni settore tiri le somme. Sono d’obbligo i bilanci, consuntivo e preventivo, non sulla base dei desiderata ma su dati concreti. Non è affatto difficile tirare le somme di quel che l’anno 2020 ci ha regalato.
E’ di sicuro un annus horribilis e tutti ne abbiamo le prove, con le conseguenze spesso sulla propria pelle e negli affetti più cari. Il passato è un dato acquisito, incontrovertibile, nessuno può fare che non ci sia stato o che possa essere diverso da quello che è stato. Quello su cui ci si può e ci si deve interrogare è se tutto è andato nel modo migliore, se ci sono stati degli errori, dei ritardi. Sulle interpretazioni, naturalmente, le opinioni divergono e sono spesso contrastanti. Le persone politicamente vicine alle forze politiche che governano tendono a giustificare quasi tutte le scelte fatte, quelle vicine alle forze di opposizione dichiarano la loro profonda insoddisfazione.
Dal nostro punto di vista, degli errori ci sono stati, in parte comprensibili, data la novità del problema con cui ci si doveva confrontare. Il problema ora è analizzare con spregiudicatezza quel che è stato fatto, individuare quel che di positivo è stato realizzato e quali sono stati i punti di debolezza. Perché l’anno che tra poco inizierà parta sotto i migliori auspici è necessario procedere ad una analisi spietata di quanto fatto. Ciò deve costituire il presupposto per una progettazione nuova che si connoti come qualcosa di completamente diverso, direi di rivoluzionario rispetto al passato. Se non si assume questa prospettiva, si tirerà a campare, ma le conseguenze saranno terribili non solo per noi del tempo presente quanto per le generazioni future.
E’ su come ci si intende attrezzare per il futuro che si giudicherà l’avvedutezza della classe politica. Se si pensa di gestire l’emergenza attuale con i vecchi strumenti, con la mentalità tradizionale delle logiche di potere per l’immediato stiamo per prendere il treno sbagliato. Occorre che sia chiaro che da queste difficoltà enormi dal punto di vista socio-economico e sanitario, ma non solo, si esce rifondando la vocazione politica. Questa deve concentrarsi su un assetto nuovo della società, del welfare, dell’economia, sulla necessità di costruire una sostanziale unità nazionale. Occorrono progetti lungimiranti, dettagliati, su aspetti decisivi della modernizzazione del paese Italia. Nutro molti dubbi che ciò si realizzi, ma mi auguro fortissimamente che avvenga e che i fatti mi diano torto.
Deve essere scritto a chiare lettere nelle coscienze di tutti, responsabili e cittadini, che da questo inferno si esce se si cambia mentalità e se i problemi si affronteranno con nuove energie e con nuova determinazione. I fondi del Recovery Plan saranno una preziosa opportunità, ma dovremo essere capaci di utilizzarli come spesso per il passato non lo siamo stati. Se saranno utilizzati per mance e mancette, senza mettere mano a progetti innovativi e concreti di rinnovamento sostanziale del paese, avremo sprecato una grossa occasione.
Mi piace concludere queste brevi note, augurando di cuore che non solo i responsabili, ma i cittadini tutti affrontino il nuovo anno, consapevoli dei sacrifici che ancora tocca a tutti di fare, rifuggendo dalla illusione che siamo ormai in vista del porto. La navigazione è ancora lunga e che un porto sicuro e ben attrezzato sia pronto a offrire sicura ospitalità non è cosa certa! Speriamo in un ragionevole 2021, che sia davvero rivoluzionario!