Il Comitato per la difesa del patrimonio bufalino estende la mobilitazione

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Il Comitato per la difesa del patrimonio bufalino estende la mobilitazione

Casal di Principe, 20.04,22 – Com. stampa. Per gli allevatori che si erano riuniti la settimana scorsa nella manifestazione a Capua e in autostrada, la pazienza sta finendo.

Il Coordinamento Unitario in Difesa del Patrimonio Bufalino. dopo aver espresso pubblicamente  un giudizio chiaro su un Piano “scritto per non risolvere il problema della brucellosi e della TBC e che aggraverà la situazione del territorio e del comparto bufalino”, aveva chiesto tre cose precise al Presidente della Regione Campania: la sospensione dell’esecuzione del piano fino alla riapertura di un tavolo per arrivare a soluzioni efficaci e condivise, la costituzione del tavolo di confronto e di coordinamento direttamente sotto la responsabilità del Presidente Vincenzo De Luca (che è fra l’altro il responsabile della salute e della sanità regionale), la nomina di un Commissario ad Acta con la sostituzione del gruppo tecnico incaricato di scrivere e gestire il Piano dal momento che, avendo fallito nella gestione del Piano precedente, non può essere lo stesso che ispira e gestisce il nuovo.

Dalla bella, incisiva e partecipata manifestazione a Capua del 13 aprile, che ha spiegato chiaramente da che parte stanno gli allevatori e i loro alleati raccogliendo la grande solidarietà di tanti cittadini durante la marcia in autostrada, la domanda è stata posta in maniera inequivoca: “De Luca, dove sei?”.

A giorni di distanza, nonostante il Coordinamento abbia atteso con speranza, gli unici segnali che arrivano dalla Regione Campania sono quelli dell’Assessore Regionale, Nicola Caputo che continua a sostenere provocatoriamente e inspiegabilmente l’indifendibile, ripetendo che avrebbe “concordato con gli allevatori il Piano e chi oggi protesta sarebbero taluni in nome di oscuri interessi”; in realtà a tutti è sempre più chiara la situazione : il testo del piano tradisce gran parte degli impegni assunti nel confronto, la responsabilità della protesta è tutta nelle mani della Regione che ha tradito l’impegno a confrontarsi nel merito senza averlo fatto e gli interessi privati, sempre più evidenti, sono quelli dei tanti che essendosi ingrassati nella gestione del vecchio piano, non vogliono risolvere il problema della Brucellosi e della TBC”.

Il Movimento degli allevatori, sempre più unito e sempre più determinato, come ha annunciato nei giorni scorsi, lavora ad estendere e rafforzare l’iniziativa insieme ai propri alleati già nelle prossime ore.

Le Associazioni degli allevatori si sono date appuntamento giovedi sera alle ore 19 nella Sede del Centro Don Milani a Casal di Principe per tenere una riunione organizzativa e, dopo aver discusso le iniziative con i loro alleati nel Coordinamento, torneranno già nelle prossime ore in campo con azioni ed iniziative sempre più larghe, estese e mirate a raggiungere, nell’interesse di tutta la comunità, gli obiettivi che hanno posto fin da Gennaio alla politica, ovvero quello di avere un piano che, passando dalla macellazione inutile alla prevenzione ed eradicazione, assicuri la soluzione della Brucellosi e della TBC e rilanci il comparto.

Le iniziative, già in preparazione, saranno annunciate sabato mattina per svilupparsi nelle ore successive. Nel frattempo. Gianni Fabbris portavoce del Coordinamento Unitario, ha rivolto nella giornata di oggi  un messaggio di ringraziamento al Presidente del Consiglio regionale, Gennaro Oliviero, ed a tutti i capigruppo per la loro posizione assunta all’unanimità con cui si sono rivolti al Presidente Vincenzo De Luca chiedendo di aprire il confronto sulle  proposte  del Coordinamento sollecitandoli ad andare avanti e ad “aprire un dibattito trasparente direttamente nella massima assise elettiva regionale, perché il destino del comparto bufalino non può essere lasciato solo a decisioni di tecnocrati più o meno capaci ma, anzi, deve determinarsi nella piena e pubblica assunzione di responsabilità della politica e nel dibattito collettivo”.

“Si metta l’anima in pace chi pensa che prima o poi torneremo a casa e perde tempo a parlare di taluni sobillatori” dichiara Gianni Fabbris “la mobilitazione si fonda sul consenso e sulla ragionevolezza delle proposte, l’azione sindacale in campo è il sale della democrazia e si fermerà solo se e quando si saranno raggiunti gli obiettivi, ovvero quando si metterà in moto un piano capace di risolvere davvero il problema della TBC e della Brucellosi e non solo di sterminare le mandrie e le aziende”