Irpinia senz’acqua: la richiesta di uno stato di emergenza per salvare il territorio

In Irpinia la sete avanza e non è più tollerabile. I flussi sorgentizi si sono drasticamente ridotti del 40% rispetto a fine giugno, lasciando interi comuni a fare i conti con rubinetti a secco, igiene compromessa e un senso crescente di abbandono. In questo contesto, Angela Marcarelli – coordinatrice di Cittadinanzattiva per Montefalcione, Avellino e la Bassa Irpinia – ha inviato una richiesta all’amministratore unico dell’Alto Calore affinché la Presidenza del Consiglio dei Ministri dichiari lo stato di emergenza idrica. La proposta segue l’esempio della Regione Basilicata, dove tale stato è già stato riconosciuto, aprendo la strada all’accesso a fondi straordinari e interventi urgenti. La rete idrica locale, fragile e obsoleta, non regge più. Anni di incuria, perdite non riparate, e un piano di risanamento da 50 milioni di euro fermo dal 2017 aggravano una situazione che ormai ha smesso di essere solo climatica: è diventata strutturale. L’acqua, risorsa fondamentale, sta diventando simbolo di una crisi più ampia che investe il diritto alla salute, alla dignità e alla sicurezza dei cittadini. Nel frattempo, si attende la convocazione dell’Assemblea dei Sindaci per dare forza istituzionale alla richiesta e fare in modo che l’emergenza venga riconosciuta anche a livello nazionale. Senza interventi immediati, il rischio è che l’estate 2026 diventi il punto di non ritorno.

Marika Remondelli