Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Bonito:

È una meritoria iniziativa quella dell’intitolazione di una strada di Bonito, in provincia di Avellino, ad Alfredo Covelli: un uomo delle istituzioni, parlamentare di lungo corso e protagonista di una pagina significativa della storia politica italiana del secondo dopoguerra. Covelli era monarchico, ma non un nostalgico. Amava la democrazia ed il nostro Paese. Emblematica la sua formula “né Aventino né rivolta”: di fronte alla nascita della Repubblica, rifiutò l’abbandono del confronto parlamentare e qualsiasi strategia di matrice eversiva, trasformando una potenziale frattura sociale ed istituzionale in una forma di opposizione sul terreno della legalità democratica. La sua figura e le vicende del Partito Nazionale Monarchico ci ricordano anche che la Repubblica, nel corso dei decenni, ha saputo accogliere nel proprio Parlamento anche chi aveva sostenuto una diversa forma istituzionale dello Stato. Credo sia questo uno degli elementi più importanti della nostra esperienza democratica: la capacità delle istituzioni di garantire il confronto politico anche quando le posizioni sono profondamente differenti. Proprio come credeva Alfredo Covelli.