Dopo settimane di denunce su miasmi e controlli, la Procura di Avellino ha ottenuto il sequestro dell’impianto con facoltà d’uso alla società che lo gestisce. Questa mattina i Carabinieri del Gruppo Forestale di Avellino, in sinergia reparti della linea territoriale, hanno dato con esecuzione al decreto di sequestro preventivo con facoltà d’uso, emesso da questa Procura dlla Repubblica
relativo al depuratore ubicato nellarea industriale di Nusco. “Il provvedimento cautelare- si legge in una nota del Procuratore della Repubblica facente funzioni Francesco Raffaele- dispone anche Ila restituzione provvisoria dell impianto all’lnte gestore, al fine di consentire il ripristino delle condizioni di corretto esercizio, entro il termine di sessanta giorni..La misura cautelare costituisce l’esito di una complessa attvità investigativa, coordinata da questa Autorità.Giudiziaria, condotta dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Bagnoli e dalla locale Stazione territoriale, e con determinante apporto del personale dell’ARPAC; all’esito emerso che l’ente gestore del depuratore industriale non avrebbe provveduto al regolare smaltimento dei fanghi di depurazione, né al corretto funzionamento dei sistemni di depurazione, di ozonizzazione e di abbattimento ale emissioni, nonché alla necessaria regolarizzazione degli scarichi nel corso d’acqua adiacente”. Dalle indagini e’ “emersa una gestione dell impianto connotata da una assoluta violazione delle norme ambientali. L’ ‘attività investigativa si sviluppata a seguito della denuncia di circa 400 cittadini, e dalle conseguenti analisi effettuate nel tempo da dipendenti dell, ARPAC, che hanno accertato la presenza 40 inquinanti pericolosi e il conseguente superamento dei limiti tabellari..Il responsabile dellimpianto, un 65 enne di origine partenopea, è stato deferito per le ipotesi di reato relative.alla gestione e al deposito ilecito di rifiuti speciali, pericolosi
e non pericolosi, nonché allo scarico ilecito di acque reflue industriali. La misura cautelare è stata disposta in sede di indagini prelimninari, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione, e lindagato persona sottoposta alle idagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva”.