La tradizione vuole che un bambino vestito da Angelo viene legato a una fune d’acciaio tesa fra la torre del Castello  e il campanile della Chiesa del SS. Rosario a Gesualdo l’ultima domenica di agosto. Sospinto lungo la fune con l’ausilio di carrucole, l’angelo inizia il “volo” fino al centro della sottostante Piazza dove da un palco emerge il  Diavolo. L’angelo e il diavolo ingaggiano una cruenta disputa dialettica. Conclusa la recita l’angelo completa il suo volo giungendo al campanile. In serata, al termine della processione, l’angelo ripercorre il tragitto al contrario nel simbolico “ritorno al cielo”. impartendo la sua benedizione ai fedeli, che entusiasti e commossi accompagnano tra gli applausi il suo ritorno al cielo

La recita evoca l’eterno scontro tra il bene ed il male nella contrapposizione della fede e le tentazioni della vita terrena..
È anche la festa degli emigranti, che hanno lasciato il paese per andare a cercare lavoro nel mondo, in questo giorno, ritornano a visitare case e parenti.

L’Associazione Voci dal Borgo, con il patrocinio del Comune di Gesualdo,  allestirà a Palazzo Mattioli una mostra dedicato all’evento. Fotografie storiche, insieme a abiti sia dell’Angelo che del Diavolo di anni addietro  a memoria di un evento che appassiona da sempre i gesualdini. Inaugurazione domenica 10 agosto ore 20.00, interventi del Sindaco Domenico Forgione, dell’assessore alla Cultura Gianfranco Bianco, del Parroco Padre Enzo Gaudio.