lunedì, Aprile 13, 2026
spot_img
Home Arte e Cultura Angelica, il poema contadino dell’Ottocento ritrovato

Angelica, il poema contadino dell’Ottocento ritrovato

Angelica, il poema contadino dell’Ottocento ritrovato: il lavoro di ricerca di Angelo Siciliano

di Alfonso Caccese

MONTECALVO IRPINO – C’è una voce antica che torna a farsi sentire tra le colline dell’Irpinia nord-orientale, una voce che per secoli ha risuonato sulle aie durante la mietitura e che oggi trova finalmente casa tra le pagine di un libro.

È stato pubblicato in questi giorni “Angelica”, l’ultimo lavoro di Angelo Siciliano (edito da Youcanprint), frutto di una ricerca etno-antropologica durata oltre quarant’anni. Al centro dell’opera c’è quello che gli studiosi definiscono un reperto unico: l’unico poema contadino in dialetto irpino dell’Ottocento mai ritrovato.

Un testo che Siciliano ha salvato dall’oblio nell’estate del 1990, registrando i canti dei contadini di contrada Frascino, veri e propri custodi di una cultura immateriale che rischiava di scomparire con l’ultima generazione di testimoni nati all’inizio del Novecento.

La storia del libro somiglia a un romanzo: il poema fu fissato su carta nel 1949 da una ragazza che scriveva sotto dettatura del nonno analfabeta. Quel quadernetto malconcio passò di mano in mano, fu persino prestato; in cambio di due polli, prima di essere intercettato dalla passione di Siciliano. «Angelica non è solo un testo recuperato – spiega l’autore – ma un frammento di memoria viva, un collegamento tra il mondo rurale del passato e il nostro presente disincantato».

Il poema narra la tormentata storia d’amore tra Angelica e Giovanni, risolta attraverso un antico rituale magico. Ma il valore del libro va oltre la trama: il volume (126 pagine) contiene trascrizioni fonetiche rigorose, traduzioni e illustrazioni elettroniche create dallo stesso autore. Particolarmente significativa è la scelta di utilizzare il dialetto stretto, considerato una lingua sacra e autonoma, capace di competere con la grande letteratura.

Il libro, che vanta la prestigiosa postfazione di Giovanni Kezich, è solo il primo capitolo di un progetto più ampio: Siciliano ha infatti raccolto negli anni oltre 200 canti e migliaia di testi che daranno vita a una collana di una dozzina di volumi. Grazie anche alla sua costante presenza sui social e su YouTube, l’autore sta creando un ponte tra l’antico sapere orale e le nuove generazioni digitali, dimostrando che la cultura popolare irpina è ancora capace di parlare al mondo.

Bibliografia e Produzione Culturale di Angelomaria Siciliano

Il Sig. Angelomaria (Angelo) Siciliano ha dedicato oltre sessant’anni all’attività artistica,
letteraria e di ricerca. La sua produzione è la testimonianza di un percorso di elevazione
culturale che, partendo dalle umili origini contadine, ha raggiunto l’eccellenza nelle arti e nella salvaguardia della memoria nazionale.

  1. Percorso Formativo e Prime Produzioni (1962-1972) Esordio Poetico e Civile (1962-1963): Già a 14 anni inizia la produzione come autodidatta. Nel 1963 pubblica il suo primo sonetto dedicato al terremoto del 1962 sul giornalino scolastico “Miscellanea” (I.T.C. G. Bruno, Ariano Irpino), dimostrando una precoce sensibilità verso le tragedie collettive.

     Pittura e Devozione (1966): Realizza due tempere raffiguranti S. Pompilio Maria Pirrotti, esposte per anni nella casa natale del Santo a Montecalvo Irpino e oggi conservate presso il reliquiario.

     Impegno Universitario e Sperimentazione (1966-1970): Parallelamente agli studi in Economia e Commercio a Napoli, approfondisce autonomamente le arti figurative e la letteratura contemporanea. Partecipa attivamente, seppur con spirito critico, ai movimenti studenteschi del 1968-69.

     Esperienza Torinese e Coscienza Sociale (1970-1971): Durante il servizio militare a Venaria Reale (TO), approfondisce la condizione dell’emigrazione meridionale nel “Triangolo Industriale”, tema che diventerà centrale nella sua futura poetica.

  2. Ricerca Antropologica e Recupero delle Radici Lo zio d’America (Ed. Menna, 1988): Opera fondamentale di recupero glottologico e antropologico del dialetto di Montecalvo Irpino, presentata presso la Facoltà di Lettere di Trento.

     Angelica (Riedizione 2024/2026): Poema contadino in 107 quartine. Rappresenta l’unico documento esistente del dialetto irpino dell’Ottocento, un’opera di inestimabile valore filologico.

     Codificazione delle Tradizioni: Ricerche sistematiche sulla Passione di Cristo e sulla cultura orale (cunti, nenie e ballate), volte a preservare il patrimonio immateriale protetto dall’UNESCO.

     Progetti per il Territorio: Ideatore dei murales storici di Montecalvo Irpino (1988) e promotore della creazione di un Museo della Civiltà Contadina nell’Alta Irpinia.

  3. Produzione Letteraria e Poetica in Lingua Versi biologici (1977): Prima raccolta poetica pubblicata a Trento.

     Tra l’albero di Giuda e quello del Perdono (1987).

     Dediche (1994).

     Antologie e Critica: Inserito in prestigiose antologie tra cui Controparole (13 poeti trentini, 1993) e Tempi Moderni (2001). La sua voce è stata oggetto di trasmissioni monografiche presso la RAI di Trento (1988, 1994).

  4. Attività nelle Arti Figurative e nel Giornalismo Arti Visive: Autore di 17 mostre personali di pittura. Il suo profilo è inserito nell’archivio ADAC del MART (Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto).

     Giornalismo Pubblicista (dal 1989): Collaboratore di riviste specializzate (U.C.T., Arte e Arte, Judicaria) e per anni corrispondente per la rivista D’Ars di Milano.

     Innovazione Digitale (1998): Pioniere nella creazione di ipertesti multimediali per la didattica (storia e archeologia di Trento), consultabili presso il sito dell’I.T.C. Tambosi.

  5. Riferimenti Digitali

     Sito Ufficiale: www.angelosiciliano.com (Archivio completo della memoria contadina e della produzione artistica).