Fase 2 Covid 19, ecco le nuove app: un abuso sulla libertà dei cittadini

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Fase 2 Covid 19, ecco le nuove app: un abuso sulla libertà dei cittadini

Un attacco definitivo alla privacy, o uno strumento di controllo della pandemia di sas-cov 2 ? Questo il dilemma sulla App ” IMMUNI”, che il Governo sta studiando per la fase due, insieme a una task -force di esperti della medicina e di informatici. In attesa, che la scienza e la ricerca medica, ci diano risposte esaustive sulla cura, ed eventualmente di un vaccino: anche se in materia la comunità scientifica, è molto divisa, che renderebbero questo virus una normale influenza stagionale, con le inevitabili complicanze, più o meno gravi, affliggenti periodicamente una fetta di popolazione, nella stagione fredda. Non ci resta che affidarci ad un termine, molto conosciuto, è molto temuto: distanziamento sociale, che mette a dura prova la tenuta psicologica e sociale appunto, del nostro modo di vivere, soprattutto nei piccoli paesi dove in comune, non ci sono soltanto beni materiali, come abitazioni, quartieri, vicoli, piazze, ma anche tutto un tessuto comune, fatto di una rete di relazioni parentali ed amicali, condivisi in un unico spazio, che è anche quello dei sentimenti e dell’anima. Il distanziamento sociale, fa un salto di qualità, oltre ai due metri circa, di distanza tra le persone, con mascherine obbligatorie nei luoghi pubblici di incontro, diventa hi-tech, sara’ lo smartphone con la tecnologia bluetooth, con un software appositamente ideato dalla Bending spoons, di Milano, con una App che scaricata, sui dispositivi telefonici, consentirà agli utenti registrati, entrati in contatto nei giorni precedenti con una persona, e che questa persona solo a posteriori si è rivelata contagiata, di risalire alle frequentazioni avute nel periodo antecedente, ed a distanziarsi, per evitare una seconda ondata virale. I dubbi crescono, sulla effettiva efficacia, anche perché come segnalano gli esperti, per funzionare adeguatamente questa App andrebbe scaricata da sei  italiani su dieci, e molte riserve, che i nostri dati personali e sensibili: soprattutto quelli riconducibili alla nostra salute, nel suo insieme, possano essere rivelati a persone che userebbero queste informazioni per finalità non proprio nobili. È il caso per esempio delle assicurazioni sanitarie, che da noi sono ancora poco usate, ma in grande sviluppo, soprattutto per far fronte a una richiesta di salute sempre più attuale, vista la politica dei tagli alla sanità pubblica, e dei ticket, del nostro sistema sanitario, che negli ultimi anni ha limitato l’accesso ai servizi diagnostici e preventivi a una fetta importante di popolazione. Gli esperti ci rassicurano, sulla utilità, e sulla garanzia assoluta della privacy, perché la segnalazione del positivo al coronavirus, conclamato da analisi strumentali, e diagnostiche, viene inserito, non come nominativo, ma attraverso un codice identificativo alfanumerico, senza nessuna possibilità di risalire alla identità delle persone. Sull’ applicabilità e sulla liceità di questa App si è espresso anche il presidente dell’ Authority sulla privacy: Antonello Soro, che ci rassicura sull’ anonimato e sulla volontarietà, quindi nessun obbligo, ma solo il perseguimento di un obiettivo unico, che è quello della tutela della salute pubblica, un bene primario, da tutelare attraverso un’attenta prevenzione. L’attivazione della App IMMUNI, non esclude la prevenzione attraverso le misure di distanziamento sociale adottate fino ad ora, nel periodo di lock down, anche perché le persone anziane sprovviste di telefonini di ultima generazione, sono esclusi da questa attività preventiva, che nella seconda fase dovrebbe evitare pericolose recrudescenze virali, che ci farebbero ripiombare nel pieno dell’emergenza. Sulla procedura adottata dal Governo, per le segnalazioni attraverso questo sistema di allarme telefonico, c’è anche l’avallo della Commissione Europea, poiché questa App è stata ceduta allo Stato, quindi il controllo è completamente in mano pubblica. Abbiamo visto, in questi due mesi di forzato riposo a casa, peraltro obbligato, da norme emanate dal Governo, quale vertice dell’amministrazione pubblica, in spregio a qualsiasi controllo del Parlamento: completamente esautorato, e anche al controllo della Corte Costituzionale, perché atti amministrativi, quindi, appare chiaro l’abuso perpetrato ai danni di noi cittadini, privati delle libertà fondamentali, che sono il cardine della nostra Costituzione, come i diritti inalienabili dell’uomo e del cittadino. Tutto questo ci spinge ad essere dubbiosi sulle reali finalità, che non siano una contrazione ulteriore, delle libertà conquistate, in tanti anni di lotta dai nostri nonni, e dai nostri padri, che ci hanno consegnato anche al costo del sacrificio della propria vita. In sostanza, una sorta di particella di Dio, di Bosone di Higgs, in chiave informatica, che dovrebbe portarci fuori dagli incubi, nei quali le nostre vite sono precipitate in questo 2020, anno bisestile e palindromo.