Altragricoltura. Stop al massacro delle bufale, si apra un tavolo sulle vaccinazioni

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Altragricoltura. Sull’inutile massacro delle bufale, il re è nudo. Dimissioni, subito e apertura di un tavolo per un piano fondato sulla vaccinazione delle mandrie e sulla tutela degli allevatori.

“Finalmente si rompe il velo di menzogne: i numeri sono chiari, l’irresponsabile e inutile massacro delle bufale è un danno grave. Chi ci sta guadagnando? Vengano rimossi immediatamente i responsabili e si cambi direzione”, così Gianni Fabbris per la presidenza di Altragricoltura e Lino Martone, per il SIAAB hanno commentato i dati emersi dalla iniziativa degli avvocati cui hanno affidato l’incarico di seguire l’esposto querela che oggi comincia a dare i primi risultati.
Nel mese di maggio scorso ALTRAGRICOLTURA, il SIAAB e il SOCCORSO CONTADINO hanno dato mandato agli avvocati Vincenzo Scolastico e Antonio Sasso di presentare un esposto querela alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere perché fosse fatta chiarezza ed accertate le responsabilità di quello che le organizzazioni stanno indicando da mesi come un “colpevole e irresponsabile massacro di animali che sta mettendo in ginocchio un intero settore e la sua comunità”, chiedendo alla magistratura di accertare  “se e chi ci sta guadagnando”.
Nel mentre gli avvocati hanno messo in campo puntualmente la propria iniziativa nella sede giudiziaria, ALTRAGRICOLTURA e il SIAAB hanno, parallelamente, sviluppato il terreno sindacale continuando a chiedere ai Ministeri competenti ed alla Regione Campania di prendere atto del fallimento delle iniziative da loro messe in campo e di aprire, al contrario, un confronto serio con i tanti che stanno chiedendo un cambio di rotta fondato sulla vaccinazione della popolazione bufalina e su un piano di rilancio che tuteli gli allevatori, le mandrie, i trasformatori artigianali e i cittadini e che prenda chiaramente le distanze dalle manovre speculative che si stanno sempre più disvelando.
Oggi, l’iniziativa messa in campo dagli avvocati Scolastico e Sasso incassa una prima importante risposta alla richiesta di dati relativi alle campionature dei capi abbattuti per brucellosi e tubercolosi da cui emergono dati sconcertanti sotto il profilo economico e sociale.
Su 14.000 capi abbattuti è stata effettuata una campionatura del 10% sulla quale sono stati eseguiti esami post mortem. Ebbene sull’analisi dei capi post mortem di 1481 bufale solo 16 sono risultati positivi alla brucellosi per l’anno 2020, l’1,4%
Invece sull’analisi dei capi post mortem di 8187 bufale  solo 30 sono risultati positivi alla tubercolosi per l’anno 2020, l’1,6%
Cosa aspettano le istituzioni a prendere atto che questi dati ci riportano ad errori grossolani, che hanno schiacciato l’economia dell’intero comparto bufalino?
In 10 anni sono scomparse più di 300 aziende bufaline,140.000 capi. E la responsabilità di chi è? Le scelte politiche hanno alimentato nel tempo prassi che hanno annientato lo sviluppo economico del casertano, provocando danni di miliardi di euro.
A chi giova tutto questo? Perchè gli allevatori sono stati lasciati soli in questi anni? Che fine fa la carne degli animali macellati  (e, continuiamo a chiedere, perché fuori provincia nonostante le norme non lo prevedano)? Come è possibile che in una stato democratico accada tutto questo?  Dove sono la magistratura, la politica e le forze dell’ordine?
Ora questi dati rappresentano il punto di partenza per arrivare alla giustizia, azzerare chi ha avuto responsabilità e ripartire!
Gianni Fabbris e Lino Martone si rivolgono direttamente ai due Ministeri competenti ed alla Regione Campania: “Chiediamo, insieme a tutte le realtà e i movimenti di allevatori che si stanno da tempo battendo contro gli abbattimenti indiscriminati un incontro urgente per mettere in campo quello che chiediamo da tempo: un piano di vaccinazione delle mandrie e di rilancio e tutela degli allevatori e dei trasformatori artigianali che prenda le distanze dagli interessi speculativi. Vogliamo, comunque, essere chiari. Di fronte ai numeri che stanno emergendo e che stanno svelando il fallimento delle iniziative fin qui messe in campo, serve un primo gesto che consideriamo pregiudiziale: la rimozione dei responsabili a cominciare dal Dott. Antonio Limone”.
Lino Martone e Gianni Fabbris, nel ringraziare gli avvocati Vincenzo Scolastico e Antonio Sasso (insieme ad Antonio Melidoro per il cui tramite si è aggiunto ai ricorrenti il Soccorso Contadino)  per il lavoro svolto fin qui e per quanto certamente sapranno  ulteriormente sviluppare, si rivolgono a tutti i soggetti in campo impegnati a difendere il comparto bufalino dall’aggressione speculativa a cominciare dai sindaci e dai movimenti e associazioni di territorio, chiamando tutti e tutte all’unità.
“Affidiamo a Giampiero Martone (dirigente del SIAAB e di Altragricoltura) il compito di coordinare le iniziative e convocare entro i prossimi giorni una conferenza stampa ed un incontro pubblico chiamando a raccolta le migliori energie del territorio per passare alla ulteriore fase dell’iniziativa di cui abbiamo bisogno. A Giampiero Martone, in particolare, chiediamo di rafforzare il percorso dell’alleanza fra tutti i soggetti della filiera interessati a difendere il comparto a cominciare da una nuova relazione fra gli allevatori e i trasformatori artigianali, il cuore sano di un comparto che deve affrancarsi dalle manovre della filiera industriali e della GdO. Facciamo sentire con la mobilitazione unitaria, nelle strade e ovunque dovesse essere necessario, la forza delle nostre ragioni in nome degli interessi di tutti i cittadini casertani e dell’intera agricoltura nazionale di cui il comparto bufalino è un presidio sempre più strategico. Adesso Basta! Non possiamo più essere presi in giro: è il tempo delle risposte. Chi ha fondato la sua strategia sull’insabbiamento delle responsabilità, nel convincimento che il silenzio permetterà alla speculazione di continuare a operare, dovrà presto fare i conti con la determinazione degli allevatori”