Michele D’Agostino, 18 anni, è uno studente all’ultimo anno dell’ITE Amabile di Avellino, rappresenta la voce e l’energia delle nuove generazioni all’interno della coalizione a sostegno di Laura Nargi. La sua candidatura nasce dal desiderio profondo di dare spazio ai giovani che vogliono incidere concretamente sulle scelte del territorio, offrendo un’alternativa reale a chi pensa che per realizzare le proprie aspirazioni sia necessario allontanarsi da Avellino. Al centro del suo impegno politico ci sono la creazione di opportunità culturali e l’attenzione costante verso le fasce più vulnerabili della comunità, per una città che sappia ascoltare tutti e non lasci indietro nessuno.
  • Cosa ti ha spinto a candidarti?

La scelta nasce dalla consapevolezza che il cambiamento richiede una partecipazione attiva. Amo Avellino e credo che per migliorare le cose non basti osservare dall’esterno. Ho deciso di mettermi in gioco in prima persona per portare all’interno delle istituzioni l’energia e la visione della nostra generazione.

  • Come pensi si possano sensibilizzare i ragazzi riguardo le questioni comunali? 

I giovani non sono disinteressati alla gestione pubblica; spesso avvertono semplicemente una distanza da parte delle istituzioni. Oggi i ragazzi hanno un forte desiderio di far sentire la propria voce, ma mancano i canali giusti. Dobbiamo superare i formalismi, utilizzare un linguaggio diretto e creare spazi reali di confronto nei luoghi che frequentano abitualmente.

  • Cosa ti aspetti e cosa acquisisci da questa esperienza?

Mi aspetto un percorso impegnativo ma fortemente formativo. Questa esperienza mi sta già offrendo una grande crescita personale. Imparare a comprendere a fondo le necessità della comunità, con un’attenzione particolare a chi vive situazioni di svantaggio o si sente più fragile, arricchisce profondamente la mia visione amministrativa e umana.

  • Immagina di incontrare un ragazzo che vorrebbe andare via da Avellino. Cosa gli diresti per rimanere?

Comprendo perfettamente le sue ragioni e il desiderio di cercare altrove nuove opportunità. Tuttavia, gli direi che se priviamo il nostro territorio delle sue energie migliori, sarà impossibile innescare una svolta. Gli chiederei di investire sulla sua città e di unire le forze: ricostruire il futuro di Avellino è un obiettivo che possiamo raggiungere solo restando.

  • Di cosa ha bisogno realmente Avellino?

Avellino ha bisogno di diventare una città dinamica, inclusiva e attrattiva, capace di valorizzare le proprie risorse per evitare l’impoverimento sociale e culturale. È fondamentale sviluppare una comunità più solidale, che metta al centro della propria agenda il sostegno verso le fasce più vulnerabili e la valorizzazione dei quartieri meno centrali.

Tre punti chiave per rendere possibile tutto ciò, come anche elencati nel programma Avellino in Comune riguardano:

-Riqualificazione urbana; intervenire immediatamente sul decoro, sulla manutenzione stradale e sulla cura delle aree verdi della città.

-Spazi per le nuove generazioni: istituire centri di aggregazione e hub culturali dove i ragazzi possano esprimere la propria creatività e sviluppare progetti.

-Potenziamento del welfare: rafforzare i servizi di assistenza sociale e migliorare i collegamenti della rete di trasporto pubblico per azzerare le distanze tra centro e periferia. Bisogna inoltre avvicinarsi ai comuni vicini e stringere accordi efficaci per concentrare l’urbanizzazione nelle zone limitrofe ad Avellino.

  • Quali sono le prime tre cose che Laura Nargi dovrebbe fare una volta diventato Sindaco?

Se dovessi indicare le prime tre priorità del programma “Avellino in Comune”, partirei senza dubbio dalla necessità di connettere e unire la nostra terra.

La prima cosa da fare è concretizzare il progetto dell’Unione dei Comuni con i centri vicini: dobbiamo superare l’isolamento e gestire insieme trasporti, servizi e urbanistica per dare finalmente l’idea di una grande area urbana coesa.

Subito dopo, l’azione amministrativa deve concentrarsi sulla creazione della Cittadella della Tecnologia a Borgo Ferrovia. Questa non è una semplice opera pubblica, ma una risposta reale e lungimirante per permettere alle nostre migliori energie e ai nostri talenti di restare e investire qui, senza essere costretti a cercare opportunità altrove.

Infine, il terzo pilastro fondamentale riguarda la coesione sociale e l’inclusione. Dobbiamo ridisegnare la città partendo da una forte attenzione verso chi vive in condizioni di vulnerabilità, garantendo che i servizi socio-assistenziali e la riqualificazione dei quartieri periferici corrano alla stessa velocità del centro cittadino. Solo così potremo offrire uno spazio in cui i giovani abbiano voce e nessuno rischi di sentirsi escluso o invisibile.