Dall’Agro Nocerino-Sarnese alla Baronia: il business dei diplomifici approda in Irpinia

Il fenomeno dei cosiddetti diplomifici, già al centro di verifiche ministeriali in Campania, solleva nuovi interrogativi in Irpinia, in particolare nell’area della Baronia e nei comuni a confine con la Puglia. Al centro della vicenda, l’arrivo di attività riconducibili alla formazione scolastica privata, le autorizzazioni degli istituti paritari e le scelte delle amministrazioni locali. Secondo le ricostruzioni disponibili, dopo la revoca delle autorizzazioni ad alcuni istituti da parte dell’USR Campania, sarebbero stati individuati nuovi assetti gestionali per avviare attività nell’area irpina aggirando l’ostacolo con nuove società iche sarebebro state ntestate a presunte “teste di legno”, riproponendo un modello organizzativo già presente nell’Agro Nocerino-Sarnese. In seguito alla chiusura di queste scuole , riaperte poi in Irpinia, sono stati adottati i seguenti provvedimenti:

  • Revoca della parità a sei scuole private: Il Ministero ha revocato la parità scolastica a sei istituti privati tra Nocera Inferiore e Pagani.
  • Decisioni del Consiglio di Stato: Il Consiglio di Stato ha confermato la chiusura definitiva e la revoca delle licenze per diverse scuole paritarie nell’area (tra cui posizioni a Nocera Inferiore, Sant’Egidio del Monte Albino e Pagani), riscontrando “plurime e gravi criticità”, tassi di frequenza crollati e classi fantasma.
  • Comuni coinvolti nelle indagini: I controlli e le sospensioni hanno riguardato istituti e posizioni collegate a centri come Nocera Inferiore, Sarno, Angri, San Marzano sul Sarno e Pagani.
  • Conseguenze lavorative e giudiziarie: L’inchiesta sui diplomi facili e falsi ha portato al licenziamento di dodici residenti nell’Agro Nocerino che avevano utilizzato tali titoli, oltre a provvedimenti giudiziari e arresti legati a truffe e falsi documentali nelle segreterie di istituti paritari

A destare attenzione è il dato, da verificare attraverso la documentazione ufficiale, di circa 500 diplomi che sarebbero stati conseguiti nell’ultimo anno scolastico. Un numero che renderebbe opportuni approfondimenti sulla regolarità dei percorsi didattici, sulla frequenza degli studenti e sul rispetto dei requisiti normativi. Il volume dei diplomi, da solo, non dimostra irregolarità, ma giustifica verifiche puntuali a tutela della qualità dell’istruzione e del valore dei titoli rilasciati. Un altro nodo riguarda le modalità con cui queste iniziative sarebbero approdate in Baronia, anche attraverso intermediari locali in cerca di fortuna e rapporti con le amministrazioni comunali. La questione non è la provenienza geografica degli operatori, ma la trasparenza dei criteri adottati per selezionarli. In particolare, ci si chiede se siano state adeguatamente considerate le competenze di imprenditori e professionisti irpini, già radicati nel territorio e dotati di esperienza. Sarebbe quindi opportuno conoscere i criteri utilizzati dalla commissione di valutazione, il peso attribuito alle competenze professionali e le motivazioni alla base delle decisioni assunte. Elementi essenziali per garantire imparzialità e consentire ai cittadini di comprendere come siano state individuate le opportunità di investimento.  Sulla trasparenza e controlli, le questioni da chiarire sono diverse. La vicenda richiede un doppio approfondimento: da un lato, la verifica della regolarità delle attività formative e dei requisiti degli istituti coinvolti; dall’altro, la ricostruzione delle procedure amministrative che hanno consentito l’avvio delle nuove iniziative. Le autorità competenti potranno accertare, laddove richiesto, nell’ambito delle rispettive attribuzioni, eventuali criticità relative all’organizzazione didattica, alla frequenza degli studenti e ai diplomi conseguiti. Parallelamente, le amministrazioni interessate dovrebbero rendere chiare le ragioni delle proprie scelte e i criteri utilizzati per valutare le proposte. Non si tratta di contrapporre operatori locali ed esterni, ma di assicurare che ogni progetto sia selezionato sulla base di competenza, trasparenza e interesse pubblico, non privato. E’ importante per il futuro dell’Irpinia valutare le competenze per le aree interne, ed attrarre nuovi investimenti, ma altrettanto fondamentale è valorizzare le professionalità già presenti e garantire ricadute concrete per la comunità. Se le aspettative di sostegno alle imprese locali sono state disattese, cittadini e operatori hanno diritto a conoscere le ragioni delle decisioni adottate ed a regolarsi anche quando si rinnoveranno i consigli comunali, premiando magari candidati alla carica di primo cittadino che sono realmente presenti sul territorio. La trasparenza amministrativa è infatti una condizione essenziale per preservare la fiducia nelle istituzioni. La questione dei diplomifici in Baronia, qualora gli elementi descritti trovassero conferma, non riguarderebbe soltanto il settore scolastico, ma anche il modo in cui vengono governate le opportunità economiche del territorio. L’obiettivo non è ostacolare gli operatori provenienti da altre aree, ma garantire controlli efficaci, procedure trasparenti e pari attenzione alle competenze locali. È su questi principi che si misura la capacità delle amministrazioni di tutelare l’interesse pubblico e costruire uno sviluppo duraturo per l’Irpinia.